Di notte, in estate

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2013 - edizione 12

Non era la cosa più bella del mondo? Sara se ne stava lì, distesa sul letto nel suo pigiama estivo fatto di shorts e maglietta larga, il lenzuolo appallottolato in un angolo. Leggeva un libro. Forse duecento pagine in tutto, qualcosa di leggero prima di addormentarsi. Anche con il caldo di luglio, le storie di vampiri la facevano tremare. Più di piacere che di terrore, a dire la verità.
Le tende, davanti alla finestra aperta a basculante, ondeggiavano come il velo di una danzatrice alla corte del sultano, leggere e quasi trasparenti. Aveva piovuto per giorni e poi aveva smesso e quella era una serata limpida, con un cielo trasparente, magico. Si era alzato un venticello che si trascinava dietro l’odore del mare, che pure distava una ventina di chilometri. Il sale si faceva strada nella camera di Sara e lei sospirava.

Leggeva una pagina e poi tirava un respiro profondo, chiudendo il volume e fissandone il dorso, troppo presa dalla storia per riuscire a seguirla. La sua mente vagava, anticipava e ripercorreva i fatti. Sapeva come tutto sarebbe finito. Una parte di lei le diceva di fermarsi, di lasciare il libro incompiuto per rimanere per sempre in quel mondo fantastico.
Un brivido mentre le tende si sollevavano e Sara infilò i piedi sotto il lenzuolo azzurro, pensando che magari sarebbe stato il caso di coprirsi meglio, perché alla fine la notte sarebbe stata fredda e il giorno dopo avrebbe potuto avere un bel mal di gola.
Alla fine decise di chiudere la finestra. Si alzò, la luce della lampada da comodino che la abbagliava mentre indossava le ciabatte.
Abbassò la maniglia, tirò la tenda e tornò a coricarsi.
Sotto il letto, nell’ombra, dita batterono il tempo e una lingua passò su dei denti, aspettando che Sara si addormentasse.

Alessio Posar