Superpersonalità multiple

- Ed eccoci qui.
Moebius era seduto e giocherellava con la velina di una caramella balsamica.
- Trovo molto ironico tutto questo - fece l’uomo seduto accanto a lui.
- L’ironia è il mio pezzo forte e il tuo punto debole.
L’uomo scarabocchiò qualcosa sul suo taccuino.
- Non abbiamo molto tempo - riprese Moebius.
- Ai suoi ordini. Supereroe.
Moebius si voltò.
- Sto morendo.
L’uomo lasciò cadere la penna a terra.
- Te l’ho detto che l’ironia è il mio pezzo forte - incalzò Moebius.
L’imbolsito giornalista raccolse la penna.
- Ma sei immortale - esclamò stupito.
- A quanto pare non è così.
- Ma i supereroi non muoiono!
- Quelli d’oltreoceano. Qui i supereroi muoiono come tutti gli altri.
- Sei malato? - riprese il giornalista.
- Non propriamente.
- Ed allora che cos’hai?
Moebius schizzò via la pallina di carta.
- Mi sto per suicidare.

Il giornalista lo guardò stupefatto.
- Cosa?
- Fra precisamente un minuto, mi toglierò la vita.
La penna cadde di nuovo dalle mani del giornalista.
- Ma cosa...
- Non ti ammorberò eccessivamente con le solite cagate intellettuali da supereroe.
- Ma tu sei l’oltreuomo, la speranza di un futuro di pace.
- Essere immortali non significa non morire mai. Significa averne la possibilità.
- Ma perché dovresti farlo?
- Non sei il mio analista. Devi soltanto assistere.
- Non permetterò che questo avvenga.
- Tu non puoi nulla. La decisione è stata presa.
- Sai benissimo che io posso impedirlo.
Moebius si guardò le mani, artigliò le dita e afferrò il collo del giornalista.
- Non sei qui per impedirlo. Sei qui perché avvenga.
L’uomo prese a dimenarsi sotto la presa ferrea di Moebius, che a sua volta prendeva a tremare.
- Non opporre resist...
La stretta era sempre più intensa, ed infine il giornalista soffocò, insieme a Moebius.
Il supereroe, l’ultimo essere sulla terra; l’unico rimasto dopo il secondo collasso planetario.
Dovette autoindursi una patologia psichiatrica per porre fine al suo patibolo.

 

Ma dopo qualche istante un colpo di tosse; il giornalista era ancora vivo.

Dhann

Vivo a Roma, ho ventiquattro anni, sono uno studente di Psicologia e sono in attesa che la biografia si riempia di qualcosa degno di nota, soprattutto per me.