Solitudine bulimica

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2008 - edizione 7

Il cicalino al polso vibra luminoso. Salgo controvoglia sul vagoncino, affronto il tunnel muovendomi nel silenzio di una notte spaziale che dura tutto l’anno. Inizio il giro di routine.
Sono qui da otto mesi ruotanti il tempo sugli schermi e aspetto il cambio a breve. Siamo in due - compreso il mio compagno. È qui da poco; è arrivato con la vettovaglia fresca dell’ultima navetta e passa gran parte dei turni di riposo a leggere fumetti, e a divorare merendine, chiuso nella sua cabina.
Diversi anelli attorno alla centrale di comando - auto-gestita dal cervello di un elaboratore - e arrivo all’incrocio del binario principale con quello che porta alla dispensa viveri. Il vagoncino s’arresta in automatico: il sensore segnala qualcosa sul binario. Le luci d’emergenza si spengono di colpo. Non è la prima volta che... beh, ci penserò dopo. Scendo, muovo qualche passo in là nel tunnel... Cristo! L’ingombro è il suo corpo che sobbalza, il ventre che si squarcia e vomita tentacoli, la bocca... vischiose cartine di stagnola.

La mia pila, incorporata con il casco, saltella impazzita lungo le pareti. Provo a riavviare il propulsore sbloccando l’automatico, mentre la testa si stringe in una morsa. Il vagoncino non si muove. Un violento capogiro e frantumo la visiera contro il pavimento. La luce si spegne per il colpo: buio totale! Striscio via, a ritroso lungo il pavimento. Sotto le mani, una vibrazione corre sui pannelli. Si avvicina lancinante di titanio lungo il binario. Proviene da quel corpo dilaniato. Diventa un ticchettio stridente, sempre più forte. Oddio! Ora lo sento anche nel buio che mi precede carponi verso l’armadietto dell’allarme generale. Sembrano mandibole schiantanti l’immaterialità dell’aria nei condotti. Il frastuono arriva da entrambe le direzioni; il tunnel, in questo tratto, non ha sbocchi. Pupille dilatate, abbagliate dall’oscurità, mi rinserro nel terrore url...

Frank Spada

69 anni, ho iniziato a scrivere a scrivere agli inizi del 2007 spinto dalla necessità di guardare il mio passato (finchè sono in tempo), mettendo online ( pseudonimo Frank Spada) sul sito www.frankspada.eu il mio primo romanzo - 'Marlowe ti amo' - incentrato su un personaggio, che se nel nome dichiara un riferimento a certi topoi, in realtà è il supporto per raccontare storie - narrando me stesso, una vita vissuta senza freni, il jazz nei sottofondi in bianco e nero... il tempo che ritorna, che non muore - rivolte alla curiosità di chi sa leggere oltre le "parole". Ho pronti in bozza altri due romanzi ('Dimmi chi sei Marlowe' e 'Doppio Marlowe') che inseguono cronologicamente le sue fatali giornate; il quarto, 'Marlowe ci prova', l'ho interrotto per partecipare ad alcuni concorsi letterari. Risulto selezionato tra i finalisti a Giallomilanese 2008 con il racconto 'Un'albicocca al sole', partecipo con un radiodramma ('Processi evolutivi'), e un racconto ('Sceneggiata'), al concorso Lametrama 2008 e al Concorso indetto dal giornale La Stampa - Dialoghi con Pavese - con il racconto 'L'altra'. Mi esercito con "prove di scrittura" a curiosare in altri generi. Scrivo anche "minimissimiracconti" - Un giorno lei mi propose un gioco, finì che la uccisi per davvero. - estesi a ricordi personali e suggestioni in genere.