Il teschio infernale

Si narra che in un’isola, remota e sconosciuta, vivessero esseri immondi e maledetti. All’inizio l’isola era visitata da tanti turisti, ma queste creature senza cuore se li mangiarono tutti. Il tempo passava e i cannibali iniziarono a divorarsi tra di loro. Lotte civili scoppiarono nel villaggio dei carnefici e una scia di sangue ininterrotta cosparse l’isola. Alla fine solo uno di loro sopravvisse. Si dice che il Diavolo in persona lo avesse salvato, incarnandosi in esso e maledicendo l’intera isola.

 

Niente accadde per due anni, la creatura vagava per l’isola in cerca di cose commestibili da trangugiare. Il demonio non lo fece mai perire di fame. Il male era intrinseco nel giovane cannibale. Volete sapere perché costui interessava al Diavolo? Lo scoprirete. Al termine di due anni di nulla, sbarcò una nave sull’isola. Una nave di pirati vi si avventurò cercando un tesoro. Tuttavia la mappa che possedevano era del tutto falsa, fatta dal Diavolo in persona che decise di attirarli nella trappola. Il cannibale si avventò sulle vittime furibondo, divorandole tutte. Il capitano Smith prima di morire riuscì a sparare al demone, al cervello, ed esso morì lentamente. L’agonia dell’essere esecreto durò per giorni, fino a che, il suo cuore cessò di battere. Passarono venti lunghissimi anni perché succedesse qualcosa.

Una spedizione di giovani esploratori europei salpò, una notte, dal porto di Genova. Il mare era violento e si agitava urlante. Il veliero venne scombussolato dalla furia della tempesta e si ribaltò. I naufraghi riuscirono a salvarsi trasportati dalle ondate, appesi ai resti della stiva e dell’albero motore. Gli esploratori erano diretti nel lontano Oriente, in cerca di fortune ma, sciaguratamente per loro, lo sbarco li portò incontro alla morte. Esausti arrivarono sulla spiaggia dell’isola maledetta. Il mattino seguente, i quattro uomini si addentrarono nel bosco. Trovarono una grotta e, conficcato in una nicchia, un teschio con un foro al centro del cranio. Vi era una mappa vicino che indicava una x proprio sulla grotta dove erano i quattro. Tre marinai morirono scannandosi tra di loro, il quarto rimase in vita e partì portandosi dietro il teschio, la fonte del male che lo soggiogava. Nessuno sa dove sia oggi il teschio e che fine abbia fatto l’uomo maledetto, ma tutti sanno che il male esiste ancora.

Gabriele Bramato