Il pelo cresce all'interno

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2006 - edizione 5

"E’ quella?" Chiese Luca indicando una casa abbandonata seminascosta dalla vegetazione.
"Sì, è lei." Rispose Marco scendendo di sella.
I due ragazzi appoggiarono le biciclette ad un albero vicino al cancello.
"Sei sicuro di volere entrare?"
"Ormai non c’è più pericolo, il vecchio è morto da un pezzo e non può più fare male a nessuno." disse Marco accarezzandosi la grossa cicatrice alla base del collo. "Tu piuttosto, hai paura?"
"No, voglio vederla."
"Andiamo."
Aprirono facilmente il cancello e si fecero largo tra le erbacce fino all’ingresso. Il legno marcio non offrì che una flebile resistenza alle spinte. Marco entrò per primo, lui c’era già stato. Attraversarono le stanze coperte da uno spesso strato di polvere fino a raggiungere la scala che scendeva in cantina.
"Accidenti che posto!" esclamò Luca.
"Ora è uno scherzo, avresti dovuto vedere com’era quando il vecchio ci abitava."
Luca mise una mano sulla spalla dell’amico e lo guardò negli occhi: "Ma non ti fa effetto tornare qui dopo quello che ti è successo?"
Marco sorrise. "Non mi fa nessuna impressione".
"E’ successo qui?"
"No, di sotto. Vieni, ora ti faccio vedere".
Scesero in cantina, la luce filtrava attraverso una piccola finestra.

"Ecco, è stato proprio qui." Disse Marco.
"Se i carabinieri tardavano ancora un minuto facevi la fine degli altri." Disse Luca.
Marco annuì.
"Mi ricordo i telegiornali: 'preso il licantropo di Valliano'! Sembra un secolo invece è passato solo un anno." Disse Luca. "Ti ha fatto male?"
"Cosa?" chiese Marco.
"Il morso, ti ha fatto male?"
"Non molto, ora ti mostro".
L’ultima cosa che Luca vide prima del buio erano gli occhi rossi di brace dell’amico mentre gli si avventava al collo e le sue fauci spalancate.

 

‘Il pelo cresce all’interno... dentro c’è il cuore del lupo...’ J. e W. Grimm “Gli Albigesi”, 1824

Adriano Emaldi