Tra sogno e realtà

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2006 - edizione 5

Will all’interno del bosco stava scappando, non sapeva da chi. Sentiva che chi lo stava inseguendo voleva fargli del male, tanto da ucciderlo.
Ma Will sapeva che si era comportato come si sentiva interiormente.
Maledetta nottata.
Attorno a lui, ombre sempre più scure.
Ansia, sudore, respiro affannoso.
La luna stava facendo capolino oltre le montagne dove lui era diretto.
Aveva un’arma, quel bastone che adesso stava osservando, girandolo fra le mani, una clava, se proprio doveva difendersi avrebbe fatto la sua parte. Aveva sete.
La clava era già stata usata, era sporca di sangue e brandelli di cervello. Strano, questo non gli faceva schifo, anzi non era neanche stupito di quello che stava osservando.
Guardò avanti a lui, gli sembrò... forse era un rumore? Incominciò a rendersi conto che doveva uscire dal bosco.
Si passò la mano sulla fronte, era sudata, ed era sporca di sangue rosso e rappreso, come tutto il suo viso. Correva... verso dove non lo sapeva più.

Si appoggiò ansimante al tronco, fermò il suo respiro per carpire i rumori che venivano da non molto distante da dove si trovava lui.
Erano passi strascicati sulle sterpaglie del bosco.
“Umani, maledetti...”
Passi pesanti, le foglie calpestate frusciavano. Il tutto succedeva a meno di trenta metri da lui. “Adesso mi prende... mi scanna... lo sento” Voleva vomitare.
Lo fece, terrorizzato.

 

Sentì la voce calda e sicura di sua madre.
"Will... Will svegliati... devi andare a scuola."
Si svegliò dal suo incubo.
Osservò la penombra della stanza. Allungò la mano sul comodino.
Prese il suo bicchiere d’acqua. Sorseggiò lentamente, la sua paura passò.
"Vengo mamma”, pensò che oggi sarebbe stata una bella giornata.
Will aveva sete, si stava lavando le mani sporche di sangue.
Sì, aveva ancora tanta sete.
Si osservò allo specchio ma non si vide...

Claudio Zago