Il grande ciliegio

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2004 - edizione 3

Te lo ricordi quel ciliegio enorme davanti casa? Eravamo sdraiati all’ombra e fumavamo. Di tanto in tanto tossivi. Fu durante il colpo di tosse che avvertii quel rumore sordo e uno smottamento sotterraneo.
Hai sentito la terra, l’hai sentita?
No.
Ci mettemmo a sedere. Di nuovo il rumore, più vicino.
Sì, lo so che non vuoi sentirne parlare, che abbiamo stretto un patto, ma stasera è più forte di me.
Venimmo a sapere che la casa era costruita su una vecchia cava. L’assicurazione ci ha rimborsato a sufficienza, ma non possiamo andare avanti tutta la vita a far finta di nulla.
Lo so che se continuo a parlare tu forse andrai via, ma stasera non mi importa nulla.
Allora, ti ricordi o no? All’improvviso uscì un serpente dalla terra. Cos’è? mi chiedesti spaventata.
Sembra una radice, risposi.
Il serpente cominciò a flagellare le mura, a scardinare porte, a stritolare i nostri elettrodomestici. Durò meno di cinque minuti, ti ricordi? Mi prendesti la mano e la stringesti con forza, fino alla fine. Il serpente tornò da dove era comparso e il ciliegio scricchiolò ancora un poco, un impercettibile tremore della terra.
Mi accesi un’altra sigaretta e te la passai per una boccata.

E' andata così, vero?
No, la casa era vecchia e costruita su una cava.
Forse hai ragione tu, la casa era vecchia e malandata.
Accendo una sigaretta. Sei pensosa.
Un brontolio ci fa sussultare, viene dal lato sud del salotto.
Alzi il volume dello stereo e mi sorridi. E’ solo il traffico dell’ora di punta.
Abitiamo al secondo piano di un condominio. L’amministrazione comunale ha deciso di piantare degli oleandri lungo i marciapiedi.
Sono velenosi, ti ho detto la scorsa settimana.
Tanto non dobbiamo mangiarli, mi hai risposto ironica.
Ma in fondo agli occhi ho visto che avevi paura.

Brunella Saccone

Sono nata a Napoli nel 1967. Ho una laurea in Scienze Politiche, una figlia di cinque anni e una Hyunday Atos. Mi occupo di promozione dell’export e formazione aziendale. Detesto i gatti. Scrivo con la stessa frequenza con la quale cucino. Ho un debole per le spezie. Sono una web dipendente e da grande sogno di avere un agripensatoio dove organizzare corsi di scrittura creativa, ginnastica dolce e cucina etnica.