Sete

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2003 - edizione 2

L'ossessionante silenzio della notte avvolge tutto, me compreso, in un manto lugubre e spettrale.
Ho appena smesso di vomitare ai piedi di un lampione acceso: ecco a voi signori… il mio spettacolo!
Vado avanti per un viale senza alberi. Ho paura! Solo, nel silenzio squarciato di tanto in tanto da latrati lontani… lontani? Ogni vicolo buio è una trappola, ogni rumore è un pericolo, ogni alito di vento è un brivido, ogni pensiero è terrore. Non posso fermarmi: ho sete… la gola mi arde e le labbra sanguinano spaccate dall'arsura.

Mi fermo davanti all'insegna di un minuscolo bar: è aperto! Per questa notte credo di essere arrivato.
Mi specchio in una vetrina che riflette un'immagine orribile: occhi verdi screziati di rosso, incastonati in un pallore cadaverico. Tutto bene!
Entro.
Dall'altra parte del bancone c'è lui… è solo. Mi sorride stancamente. Non conosco il suo nome, non l'ho mai visto, non sapevo che esistesse, non immaginavo di trovarlo qui; ma c'è…
La sete si fa più intensa, la gola comincia a pulsare: è l'attimo che anticipa la realizzazione dell'attesa… è l'attimo più bello!
Un lampo: la lama entra nella carne e fa il suo dovere.
Lui è già per terra con la gola squarciata; negli occhi la sorpresa, la paura, il terrore, la consapevolezza (cosa orribile) di stare per morire. Il sangue zampilla copioso: m'inginocchio al cospetto della mia fonte di vita e ne bevo. E' caldo, vellutato, inebriante… è dolce come zucchero filato.
Smetto di bere, sono sazio. Resto ad ascoltare i rantolii sommessi della mia vittima… vorrei dirgli che dovevo, che mi dispiace. Troppo tardi! Il pentimento arriva sempre un istante dopo.
Vado via.
Riattraverso la città: ho paura! Nelle tenebre silenziose potrebbe nascondersi qualcuno, o qualcosa, che non ha ancora placato la propria sete.

Alessandro Stea

Sono laureato in lettere moderne e, attualmente, frequento un corso di abilitazione all'insegnamento. Sono nato nel 1976 e scrivo saltuariamente. Solitamente non partecipo a concorsi.  Ho deciso di cimentarmi col gernere horror perchè credo che sia ancora molto sottovalutato e trascurato dai "veri" scrittori. Mi illudo di poter collaborare a sollevare il livello di questo genere in modo tale che venga preso nella giusta considerazione. Non so se riuscirò nel mio intento, ma l'impegno (lo giuro!) sarà totale.