Una presenza

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2003 - edizione 2

Non scorderò mai la paura che provai quella notte.

 

L'estate era una delle più calde che si ricordassero da anni.
Stavo andando a letto. L'ora era tarda, la mezzanotte era passata da un paio d'ore e gli occhi mi si stavano chiudendo davanti alla TV.
Decisi di andare a letto.
La mia stanza non era al piano terra della casa. La raggiunsi.
Appena dentro mi accorsi che c'era qualcosa di diverso. Strano.
Nella mia stanza c'era freddo.
Un freddo anormale, che dava i brividi. Non riuscivo a spiegarmelo. Appena entrato, il sudore che avevo accumulato nel caldo di quella sera scomparve e lasciò il posto a dei brividi feroci.
Lentamente arrivai al mio letto. Non so bene perché, ma ero come imprigionato nella stanza. Non potevo uscirne.
Mi coricai e chiusi gli occhi. Non riuscivo a dormire.
Ben presto una convinzione si fece strada nella mia mente.
Nella mia stanza c'era qualcuno. O qualcosa.

Non volevo aprire gli occhi. Volevo dormire ma non ci riuscivo. I brividi percorrevano il mio corpo. Desideravo una coperta per nascondermi, ma non l'avevo.
C'era qualcuno nella mia stanza. Una presenza.
Dopo non so quanto tempo trovai la forza di aprire gli occhi.
La stanza era vuota.
Ma il freddo lo sentivo ancora. Tremendo.
Allora guardai verso la finestra. E lo vidi.
Vi era il volto di un uomo che mi guardava.
La disperazione di quel viso era assoluta. Era un viso triste e scavato. Un'anima in pena forse, non lo so. Mi guardava fisso. Forse con odio. Forse con dolore.
Fuori cominciò a piovere. Un temporale in piena estate.
Chiusi gli occhi. Tremavo dal terrore.
Quella notte rimasi sveglio, con gli occhi chiusi, bloccato dall'ossessione di quel volto disperato.
Alle prime luci il freddo sparì.

 

Non dimenticherò mai la paura che provai quella notte.

Alessandro Mereu