Quel che resta del Grinch

Trattato semiserio su come sopravvivere al natale senza uccidere nessuno...
Questa cosa che a Natale siamo tutti più buoni è una boiata galattica.
Sono moltissime le persone che, al fine di non mozzare la testa a parenti detestabili, devono vestirsi di una cappa di humor nero che al confronto il Grinch è Biancaneve.
Quando la soglia della sopportazione però viene valicata di parecchie lunghezze occorre attrezzarsi e scegliere: o si fa buon viso a cattivo gioco, oppure ci si butta sull’horror style.
Ecco quindi un breve elenco di 5 regali terrificanti utili ad ottenere come risultato l’ostracismo da tutti i pranzi di Natale da qui all’eternità.

1) BUONO SCONTO FUTURIBILE: a quel parente che odiate visceralmente, anche perché si dimostra una merda assassina per 364 giorni all’anno, ma a Natale ve lo ritrovate tra le coloratissime palle... dell’albero, un buono sconto finalizzato all’acquisto di un’urna funeraria. Già perché voi al suo futuro ci pensate e magari vi offrite pure di tenere il contenitore sul comodino, una volta adeguatamente riempito.

2) PIGIAMINO ALTERNATIVO: alla cugina simpatica come una cartella di Equitalia, quella che vi chiede sempre se siete ingrassate, un bel pigiamino in lattice con frustino incorporato e cerniere tattiche. No perché voi siete ingrassate e mica vi sta bene, ma a lei che è magra e stronza starà d’incanto... immaginate la faccia del parentado. Dissolvenza in nero.

3) SUPPELLETTILI DA INCUBO: a quella zia leziosissima che vi regala orrendo vasellame, pretendendo che lo esponiate e vive delle impressioni che la gente ricava dalla sua casa perfettamente arredata, perché non regalare un orrore conservato in formaaldeide (vanno benissimo calcoli renali o milze asportate) decantandolo come l’ultimo grido delle riviste modaiole milanesi? Lo piazzerà di certo nel salotto buono, con la morte nel cuore, e con i conati ogni volta che lo vede... pensate intensamente a quando inviterà le amiche per mostrarlo e ai commenti venefici che ne deriveranno.

4) DECORAZIONI ALTERNATIVE: l’albero di Natale è drammatico. Le palline di plastica sono orribili, quelle di vetro fragili e ovviamente gatti e bimbi piccoli scelgono chirurgicamente quelle da buttare a terra.
Le lucine maledette poi, anche se le mettete via perfettamente distese, passeranno il periodo compreso tra gennaio e novembre a pianificare come attorcigliarsi alla brutta miseria, che poi vi servono due giorni di ferie per trovare capo e coda. Fatevi un favore e auto regalatevi (che tanto gli altri vi fanno doni che odiate, quindi meglio coccolarsi da soli) un set di piccoli, meravigliosi teschi in pvc, candidi come la neve! Otterrete l’abete originale di sempre e se Fufi ne tira giù un paio per giocarci servirà da memento mori per ogni ospite sgradito che varcherà la vostra soglia.

5) WEEKEND DA URLO: crepi l’avarizia! Un regalo indovinatissimo per quella coppia che adorate come si adorano le coliche renali: un bel viaggetto verso una meta insolita. La foresta dei suicidi in Giappone? Un castello infestato in Romania? E che dire di un bel manicomio criminale abbandonato nella gelida Russia? L’importante è ricordare l’attenzione al dettaglio: biglietto di sola andata.
Che dire: buon Natale a tutti dalla Signora delle Mosche che, augurandovi di superare il periodo festivo al netto di gastrite e istinti omicidi, va ad allenarsi preparando dolcetti a forma di tibia... casomai le chiedessero di portare il dolce al pranzo del 25 (Valeria Munari)

Valeria Munari: nata a Reggio Emilia nel 1981, come ogni antieroe che si rispetti conduce una doppia vita. Di giorno avvocato e di notte lettrice e scrittrice di horror e cinefila d'assalto. Con questa rubrica coccolerà il lato più cruento e vendicativo del suo complicatissimo sé, narrando di ragazze cattive e tanto altro.

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