Il film horror definitivo?

Ero d’accordo con il boss di Scheletri: ok, dai, per Halloween vedo di scrivere la solita top ten o top five di film da vedere durante la notte delle streghe e via che me la sfango per un altro mesetto. Le classifiche tirano sempre, ognuno poi ha da dire la sua, chi toglie dei titoli, chi li mette e me la cavo con poco, magari si mischiano alcuni film famosi ad altri un po’ più particolari per far vedere che me ne intendo e bella lì, il giochino è fatto.
E avevo anche iniziato a scrivere il tutto eh, giuro, ma poco dentro il pezzo mi sono semplicemente detto che dovrei nutrire maggior rispetto per chi mi legge: ognuno avrà le sue classifiche personali e si vedrà i suoi film preferiti durante quella e molte altre notti, servirebbe a ben poco infilare nella Rete l’ennesimo elenchino fine a se stesso.
Meglio quindi parlare di altro e, in attesa di cominciare un ciclo di post che toccherà spesso scrittori e romanzi, sono incappato in un piccolo film che credo possa interessare tutti quanti, Hell No: The Sensible Horror Film.

Qualunque horror fan di qualsiasi livello ed esperienza può tranquillamente anticipare molte delle decisioni e accadimenti di molte pellicole del nostro genere preferito e sono ormai molti i meta-film che hanno giocato proprio su questo tipo di coscienza.
Da Scream su su fino all’ottimo Quella casa nel bosco, l’elenco dei film che rendono espliciti molti dei meccanismi-base dell’horror è lungo, così come è antica e radicata la pratica del commento ad alta voce nelle sale cinematografiche: “no, non entrare in quella cantina” o “non dividetevi” e ancora “ma no, non usare quella tavoletta Ouija”.
Ma fino a questo punto nessuna operazione meta, sia fra i film più “seri” che fra quelli apertamente comici, ha mai portato il discorso fino alle conseguenze più estreme e logiche, ovvero: basta comportarci in modo stupido.

 

E l’intera cifra, tutto l’interesse che ci può essere in quest’opera è appunto in questo semplice espediente: un collage di situazioni viste e straviste all’interno delle quali i personaggi fanno le scelte giuste.
Ti arriva a casa un amico con una videocassetta maledetta che uccide in cinque giorni chi la vede? E allora la prendi e la spacchi, poi vai fuori casa, prendi una mazza e la spacchi ancora di più.
Una ragazza ti propone di fare una seduta spiritica con una tavoletta Ouija potenzialmente pericolosa e maledetta? Beh no, grazie, a questo giro passo e troviamo qualche altro divertimento.
Scovate in soffitta un cubo in grado di aprire un varco in una dimensione infernale di puro dolore? E, di grazia, perché dovrei fare una cosa del genere?

 

E così via: come potete vedere dal filmato (molto spassoso) le situazioni sono parecchie e le soluzioni tutte ineccepibili. Come dite? In questo modo non c’è storia e poi comunque delle persone sotto stress tendono a comportarsi in maniera stupida?
Forse, forse.
Lo stress può spiegare alcuni comportamenti sbagliati ma non certo tutti e di sicuro quando si è in un gruppo di cinque o sei persone, magari assediate da un serial killer o qualche tipo di mostro, dividersi non è mai la scelta migliore.

 

Hell No: The Sensible Horror Film è diretto da Joe Nicolosi (The Matrix Retold By Mom, Mario Bros. Indie Film Trailer) e ahimè... Non è un film.
Avete letto bene, si tratta solo di un trailer, dell’anteprima di un film che non esiste e forse è anche meglio così: in fondo già nei tre minuti che potete vedere qui sotto è già riassunto tutto quel che di valido può contenere un progetto di questo tipo e forse un lungometraggio finirebbe con l’essere ripetitivo, dispersivo e poco divertente.
Ma anche così, anzi, forse ancora di più per questo motivo, Hell No: The Sensible Horror Film merita una condivisione e uno posto ben preciso e importante nella storia del cinema horror.
A voi il trailer, pardon, il cortometraggio... (Elvezio Sciallis)

Elvezio Sciallis: Non vi deve interessare chi sono. Leggete quanto scrivo e discutete di quello: chi sono non è importante, sono solo (cambia una consonante) una persona qualunque, appassionata di cinema e letteratura, specie quel cinema e quella letteratura che giocano e dialogano con il Perturbante. Ho all'attivo alcune pubblicazioni in antologie collettive e personali. Ho collaborato con diverse riviste cartacee e online. Traduco dall'inglese all'italiano videogiochi e testi per alcune società estere.

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