Remake: una rondine non fa primavera, ma tre sono già un buon segno

Ne abbiamo parlato altre volte: c’è una parolina magica in grado di far andare il sangue alla testa a qualsiasi horror-fan e quella parola è remake. Anche sequel e prequel fanno di solito storcere il naso a molti ma il concetto che un qualsiasi regista possa arrivare e rovinare la memoria di qualche grande classico riesce inaccettabile ai più, in particolare tenendo conto che questa pratica imperversa nel nostro genere preferito ben più che in qualsiasi altro.
Bisogna però cercare di conservare una giusta apertura e onestà intellettuale e giudicare ogni lungometraggio in base ai suoi meriti, e se è vero che non basta la visione di un trailer per poter giudicare un progetto, è anche vero che in due o tre minuti possono spuntare comunque elementi di interesse in grado di far ben sperare in alcuni casi.
Basta per esempio un minuto del trailer di "Texas Chainsaw 3D" per comprendere dove più o meno vada a parare l’intero film mentre, per contro, a guardare alcune anticipazioni di remake horror che ci aspettano nell’immediato futuro direi che i fan potrebbero trovarsi finalmente di fronte a un gruppo di rifacimenti in grado di non sfigurare completamente nei confronti dell’originale.

La Casa
La trama rimane più o meno la stessa: cinque amici si ritrovano in una casupola, scoprono un Libro dei Morti e le registrazioni di un archeologo che spiegano come il testo si ricolleghi ad antichi riti Sumeri. Ascoltando la registrazione i cinque risvegliano delle entità che si impossesseranno dei loro corpi, lasciando l’ultimo sopravvissuto a una lotta disperata contro il Male che hanno evocato.
Fede Alvarez tiene molto alto il livello di splatter e gore e, non avendo a disposizione un attore con le capacità e il carisma di Bruce Campbell, opta per girare il tutto con toni molto seri evitando ironia e grottesco.
Si tratta di una grande scommessa per la Ghost House di Sam Raimi che concede a questo regista il suo esordio sulla lunga distanza in base a quanto dimostrato nell’ormai celebre corto "Ataque de Pánico!"

Maniac
Il gioiellino di William Lusting (1980) è diventato col tempo un film di culto, anche grazie all’incredibile e magnetica interpretazione di Joe Spinell nella parte del serial killer protagonista.
Sulla carta le possibilità di questo remake non sembravano gran cosa: il regista, Franck Khalfoun, aveva sì dimostrato una buona capacità di organizzare gli spazi e coordinare l’azione nel suo precedente P2 ma non era andato oltre a una regia anonima e d’ordinanza, mentre lo sceneggiatore è quel Alexandre Aja che aveva fatto ben parlare di sé al suo esordio ma che è poi finito intrappolato in alcune operazioni poco convincenti.
E invece pare che (nei Paesi in cui è già uscito e in giro per i vari festival) questo nuovo Maniac abbia convinto molti fra critici e semplici spettatori, compresi alcuni che avevano affrontato la visione con qualche pregiudizio di troppo.
Speriamo di vedere presto anche questo rifacimento, anche per testare le capacità di un Elijah Wood in un ruolo diverso dal consueto.

Carrie
Terzo remake proposto, terza sfida che pare impossibile in partenza: il classico di De Palma ha segnato un’epoca, vuoi per certo suo stile (split screen in primis) vuoi per la coppia madre-figlia che ha regalato alla storia dell’horror due attrici in stato di grazia e due ruoli iconici come pochi.
Eppure ci sono discrete potenzialità anche in questo rifacimento: Roberto Aguirre-Sacasa ha un notevole curriculum sia nel campo dei fumetti che per quanto concerne il teatro, con una buona predisposizione per l’horror e il weird, mentre in cabina di regia troviamo quella Kimberly Peirce che aveva strabiliato un po’ tutti con l’ottimo "Boys don’t cry".
Nei due ruoli principali troviamo delle professioniste (Chloë Grace Moretz e Julianne Moore) che possono con qualche affanno tentare di reggere il confronto con le due originali mentre negli altri ruoli mi spingerei a dire che il livello è superiore rispetto al film del 1976.
Anche in questo caso, scopriremo ben presto il valore di questo rifacimento (Elvezio Sciallis)

Elvezio Sciallis: Non vi deve interessare chi sono. Leggete quanto scrivo e discutete di quello: chi sono non è importante, sono solo (cambia una consonante) una persona qualunque, appassionata di cinema e letteratura, specie quel cinema e quella letteratura che giocano e dialogano con il Perturbante. Ho all'attivo alcune pubblicazioni in antologie collettive e personali. Ho collaborato con diverse riviste cartacee e online. Traduco dall'inglese all'italiano videogiochi e testi per alcune società estere.

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