Phil Rickman, December

Phil Rickman è un autore inglese con un passato nell'ambiente musicale e una profonda conoscenza delle tradizioni, delle leggende e delle atmosfere di quella regione delle isole britanniche a cavallo del confine fra Inghilterra e Galles.
In questo territorio Rickman ha ambientato la sua serie di romanzi incentrati sulla esorcista anglicana Merrily Watkins, che mescola il poliziesco con un sovrannaturale più accennato che esplicitato. In questo Rickman è un autore ammirevole nella sua capacità di intercettare due settori del pubblico - quello dell’orrore e quello del poliziesco all’inglese, che di solito si considerano mutualmente esclusivi.
Al contempo, l’autore inglese ha prodotto un certo numero di romanzi stand-alone, più francamente orrifici e in generale ascrivibili al genere tipicamente British del “folk horror” o “orrore rurale”.
"December" appartiene a questa seconda produzione, ed è una lettura adatta a questo periodo pre-natalizio.
La trama: l'8 dicembre 1980, i membri della rock band Philosopher's Stone si rinchiudono negli Abbey Studios di North Gwent, un'antica abbazia nella campagna gallese, un luogo dalla fama sinistra trasformato in studio d'incisione.
La tradizione dice che le pietre dell’abbazia sono cementate col sangue, ed è proprio per questo che i Philosopher’s Stone hanno scelto questo studio: l'idea è quella di registrare un album in una sola sessione, dal tramonto all'alba. Nessuno sa esattamente cosa accada in quella lunga notte all'abbazia.
Ma quando tredici anni dopo i nastri del leggendario e incompleto "Black Album" tornano alla luce, i sopravvissuti della band decidono di tornare nello studio e completare l'opera. E affrontare ciò che nel 1980 trasformò l’incisione dell’album in un incubo e in una tragedia.
Finirà malissimo.

Il romanzo di Rickman è costruito su una lenta progressione, punteggiata da scene "forti", che preparano la rivelazione degli orrori che si nascondono negli Abbey Studios. La struttura è quella tipica della casa infestata o del "bad place" di kingiana memoria: si rinchiudono pochi personaggi non necessariamente piacevoli in un luogo maledetto, e si aprono le danze.
Rickman farcisce la storia di elementi presi non solo dal folklore inglese, ma anche dal folklore musicale - a partire dall'omicidio di John Lennon - e offre una storia lugubre, inquietante, a tratti profondamente orrifica.
L’atmosfera dell’abbazia, i rapporti tesi e disfunzionali fra i membri della band, il confronto fra gli eventi del 1980 e quelli del 1993, contribuiscono a generare una sensazione di profonda apprensione che è forse più soddisfacente e di maggiore impatto degli orrori più aperti e, a tratti, più prevedibili.
Un finale forse un po' troppo a orologeria e dei personaggi forse fin troppo antipatici (ma ricordiamolo, Rickman in ambito musicale ci ha lavorato, e scrive sulla base dell’esoperienza) non inficiano il divertimento - "December" è horror popolare e senza velleità intellettuali, un esempio "alto" di intrattenimento ad opera di uno dei più sottovalutati esponenti dell'horror rurale anglosassone di questi anni.
"December" uscì in Gran Bretagna nei primi anni ‘90, ed ha avuto parecchie edizioni in paperback. È attualmente disponibile anche in ebook, al prezzo “popolare” di 4 euro.
(Davide Mana)

Davide Mana: nato a Torino nell'ormai lontano 1967, Davide Mana è un geologo e paleontologo. Una malsana passione per il fantastico lo ha spinto con gli anni a scrivere e tradurre letteratura di genere. Non ci sono invece giustificazioni per il fatto che gestisca due blog.  

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