William Meikle, The Watchers Trilogy

Recentemente l'autore scozzese William Meikle, da una dozzina d'anni uno dei pilastri della narrativa orrifica indipendente, è stato oggetto di critiche tutt'altro che positive da parte di S.T. Joshi.
In un articolo relativo a una recente antologia di racconti lovecraftiani, Joshi si è lanciato in una serie di stroncature tanto feroci quanto, a onor del vero, poco circostanziate. Osservazioni sulla qualità letteraria dei racconti hanno lasciato il posto a giudizi ad personam e ad osservazioni tanto trenchant quanto irrilevanti ai fini della valutazione dell’opera.
Ad uscirne peggio è stato William Meikle, colpevole secondo Joshi di aver scritto dei pastiche (peraltro perfettamente legittimi) sul personaggio del Dottor Carnaki, indegni di giustificare l'esistenza dello scrittore scozzese.
Ci pare allora una buona cosa segnalare uno dei lavori di William Meikle che non solo ne sottolineano le capacità e l'immaginazione, ma rappresentano una perfetta lettura per chi fosse stanco di un certo tipo di horror e volesse provare qualcosa di diverso.
"The Watchers" è il titolo collettivo di una trilogia di romanzi a tema vampirico, composta da "The Coming of the King", "The Battle for the Throne" e "Culloden", di taglio avventuroso con una insolita ambientazione pseudostorica.
Giocando con la storia inglese e scozzese, Meikle immagina una linea temporale alternativa in cui, dopo aver giustiziato il vampiro Carlo I Stewart, Oliver Cromwell riesce a respingere le orde dei non-morti a nord del Vallo di Adriamo.

Oltre un secolo dopo, il ritorno del "Re Fanciullo" Carlo II innesca una nuova invasione: le armate di vampiri si preparano a superare il Vallo e a sprofondare l'Inghilterra in un bagno di sangue, e pochi personaggi malassortiti si trovano in prima linea nella guerra per la sopravvivenza dell'umanità. Il lettore si trova a seguire questi osservatori privilegiati, a condividerne le disavventure e il destino finale.

 

Con uno stile che potrebbe ricordare a tratti James Herbert per l'irruenza e il dinamismo, Meikle mescola la storia del confine fra Inghilterra e Scozia, i riferimenti a Stevenson e a Stoker, e i riferimenti a uncerto immaginario cinematografico - dai film di casa Hammer a "Rob Roy" a "Zulu".
Intanto, come Brian Stableford prima di lui fece con "The Empire of Fear", Meikle riscrive il mito del vampiro facendone una minaccia globale, e offrendo rapidi scorci di un mondo in cui la piaga dei succhiasangue - tra suggestioni gnostiche, templari e altre meraviglie - ha lasciato una impronta profonda. E se Stableford era più decisamente “fantascientifico” nella sua razionalizzazione del vampirismo, Meikle rimane più vicino alle radici del mito, rappresentando il vampiro come espressione del Male.

 

La trilogia di "The Watchers" costituisce un equilibrio quasi perfetto fra il blockbuster orrifico in stile anni '80, ideale per la spiaggia, e un orrore più pensato, che coinvolge il lettore come un puzzle i cui pezzi cadono uno per uno al proprio posto.
La trilogia è stata recentemente ristampata da Gryphonwood Press, ed è disponibile sia in versione omnibus che in tre volumi separati.
È possibile che non piaccia a S.T. Joshi, ma merita una lettura (Davide Mana)

Davide Mana: nato a Torino nell'ormai lontano 1967, Davide Mana è un geologo e paleontologo. Una malsana passione per il fantastico lo ha spinto con gli anni a scrivere e tradurre letteratura di genere. Non ci sono invece giustificazioni per il fatto che gestisca due blog.  

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