Where nightmares come from

Where nightmares come from

Esattamente come il cinema dell’orrore è spesso il terreno di prova dei nuovi registi, così la narrativa dell’orrore è stata a lungo una palestra per scrittori: Tennessee Williams, per non far nomi, esordì sulle pagine di Weird Tales con una storia orrifica a tema egizio.
Forse per la sua natura di genere vasto, flessibile, al contempo servito da cliché e modalità ben definiti e ampiamente modificabili. Forse perché i lettori dell’orrore sono al contempo esigenti ma compassionevoli (quanti di noi hanno letto una storia del brivido un po’ zoppa, ma si sono sforzati di sottolinearne i meriti?) Forse perché chi scrive orrore sente questa specie di lealtà verso la tribù, e condivide con entusiasmo le proprie esperienze, creando così una tradizione orale del genere, un archivio di esperienze dalle quali attingere per imparare.
E ciò che Mynhardt & Johnson hanno fatto, nel mettere insieme il notevolissimo “Where Nightmares Come From”, è stato proprio fare leva sulla disponibilità dei grandi di condividere le proprie esperienze con i nuovi arrivati. Il volume della Crystal Lake Publishing si presenta con una doppia natura: da una parte, è una colossale raccolta di interviste sulla scrittura e l’editoria dell’orrore. Interviste ad autori come Joe R. Lansdale, Clive Barker, John Connolly, Ramsey Campbell, Stephen King , Christopher Golden, Charlaine Harris, Jonathan Maberry, Kevin J. Anderson, Tim Waggoner, Stephanie M. Wytovich, Silvia Moreno-Garcia e Craig Engler.

E già questo fa del volume un’occasione ghiotta. Leggere Campbell che parla del proprio approccio alla narrativa breve, Barker che mette giù i fondamentali dell’orrore, Stephen King che parla di scrittura a quattro mani, Stephanie Wytovich che discute di come poesia e horror possano sposarsi perfettamente, o lo showrunner di Z Nation che spiega come si passa dall’idea allo schermo... cosa si potrebbe desiderare di più?
Ma c’è di più - perché il volume è costruito come un manuale di scrittura, e quindi la miscela di articoli e interviste traccia un percorso formativo, quasi un piccolo corso per chi volesse avvicinarsi alla narrativa dell’orrore, e comprenderne i meccnismi e le strutture.
Il tutto in duecentocinquantasei pagine e ventotto fra articoli, interviste e tavole rotonde, più una divertente introduzione di William F. Nolan, un abile autore che molti di noi ricordano ancora per aver scritto I romanzi de La Fuga di Logan.
Il volume è il primo di una serie, ed attendiamo con curiosità il prossimo - che il nostro interesse risieda nell’analisi della narrativa horror e della sua storia ed evoluzione, o che i nostri progetti siano rivolti alla creazione di storie orrifiche, “Where Nightmares Come From” è una lettura piacevole e istruttiva, e un ottimo primo passo nella creazione di una biblioteca critica aggiornata.
Il volume è disponibile in formato cartaceo per 13.50 euro, e in formato digitale al prezzo ridicolo di 3.38, un motivo in più per aggiungerlo alla propria lista della spesa natalizia.
Scheda libro: Where nightmares come from: the art of storytelling in the horror genre (The Dream Weaver series Book 1), Edited by Joe Mynhardt & Eugene Johnson, Crystal Lake Publishing (17 novembre 2017).
(Davide Mana)

Davide Mana: nato a Torino nell'ormai lontano 1967, Davide Mana è un geologo e paleontologo. Una malsana passione per il fantastico lo ha spinto con gli anni a scrivere e tradurre letteratura di genere. Non ci sono invece giustificazioni per il fatto che gestisca due blog.  

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