Declare di Tim Powers

Il genere dello spionaggio sovrannaturale, talvolta chiamato "ESPionage", ha una storia lunga, variata e - in linea di massima - di un certo successo: dalle storie di Dennis Weathley al ciclo della Laundy di Charles Stross, passando per il Necroscope di Brian Lumley e le lovecraftianerie aggiornate di Delta Green, il pubblico ha mostrato nel corso dei decenni di gradire la commistione di intrighi spionistici e orrori sovrannaturali.
Declare” di Tim Powers, pubblicato all'alba del nuovo millennio da Harper Collins, è probabilmente il più riuscito romanzo di questo sotto-genere. La trama è complessa ma gestibilissima, e Powers riesce ad integrare la storia della Guerra Fredda, e in particolare la defezione di Kim Philby (la più famosa debacle dei servizi segreti occidentali), con un corpus di elementi sovrannaturali derivati dal folklore e da una certa storiografia spuria e cospirazionista. Ed è nell'incastrare con precisione certosina fatti storici e immaginario orrifico che Powers supera i propri predecessori e successori.
In una gustosa postilla al testo, Tim Powers spiega come si sia imposto di aderire strettamente al dato storico, senza modificare una virgola ciò che sappiamo essere accaduto. Ha tuttavia trovato il modo di creare spiegazioni alternative e incastrare in questo modo perfettamente realtà e immaginazione. Al punto che, ironicamente, non si può assolutamente dimostrare che la ricostruzione offerta da Powers dei fatti storici sia errata. I fatti, per lo meno, sono inoppugnabili.

Utilizzando il linguaggio e gli stilemi della narrativa di spionaggio (con ovvi riferimenti a Graham Greene), “Declare” traccia le esperienze di Andrew Hale, uno studioso legato ai servizi segreti britannici, ed in particolare il suo coinvolgimento nell'Operazione Declare. Un complesso gioco a rimpiattino fra Inglesi e Russi, che risale all'epoca vittoriana e che coinvolge delle creature sovrannaturali residenti nell'area del Monte Ararat, l’Operazione Declare estende i propri tentacoli attraverso la prima metà del ventesimo secolo, andando a influenzare dalla politica zarista alle purghe staliniane, fino alla costruzione del Muro di Berlino. La politica lascia perciò il passo a questioni molto più vaste, quali l’esistenza del bene e del male, e il significato della fede (ancora una volta, temi cari a Graham Greene).
Vagando senza un percorso lineare fra i fatti storici, “Declare” è il genere di testo che nobilita una letteratura spesso bistrattata da una critica che la considera “di serie B”. È un libro che affascina e coinvolge i lettori di genere (sia esso spionistico o fantastico) e gli appassionati di narrativa storica, i cultori della storia e quelli delle teorie alternative. E ci riesce mantenendo una scrittura e un linguaggio eleganti, originali per quanto ben definiti all'interno di una tradizione letteraria, e sollevando domande e riflessioni tutt’altro che banali.
Costellato di personaggi memorabili e di situazioni francamente inquietanti, Declare è stato premiato con il World Fantasy Award e con l'International Horror Guild Award come miglior romanzo, oltre alle candidature al Locus Award, al Nebula (dal quale venne squalificato per un tecnicismo) e all'Arthur C. Clarke.
Non risulta tradotto nella nostra lingua, ma è vivamente consigliato (Davide Mana)

Davide Mana: nato a Torino nell'ormai lontano 1967, Davide Mana è un geologo e paleontologo. Una malsana passione per il fantastico lo ha spinto con gli anni a scrivere e tradurre letteratura di genere. Non ci sono invece giustificazioni per il fatto che gestisca due blog.  

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