The 'Geisters di David Nickle

Permettetemi qualche parola di introduzione a questo nuovo corso di post mensili con cui tenterò di tenervi compagnia sulle pagine elettroniche di Scheletri, gentilmente ospitato da Alessandro Balestra.
Per il 2014 abbiamo pensato, io e il direttore, di concentrarci di più sulla narrativa, sui libri: il cinema horror è argomento talmente diffuso che diventa difficile dire qualcosa di nuovo, mentre è ancora possibile, perlomeno nella blogosfera italiana che si occupa di brividi e terrore, presentare qualche romanzo o autore di cui non abbiano ancora parlato tutti in ogni angolo.
Non opererò una scelta basata sui miei gusti personali e cercherò di spaziare fra i sottogeneri, badando più alla scoperta che alla qualità assoluta del prodotto. Si tratta, ovviamente, di opere che, almeno per quanto ne so io, non sono state tradotte in italiano.
Dodici mesi per dodici scrittori quindi, cominciamo da questa storia di poltergeist creata da David Nickle. Cercherò di evitare spoiler riguardanti la seconda parte del romanzo, ma credo sia utile esporre alcuni dettagli in sede di sinossi.

Ann LeSage è perseguitata da un poltergeist fin dalla più tenera età, in un rapporto che mischia aggressione e protezione, sensualità e violenza. Le manifestazioni di questa creatura soprannaturale sono più o meno quelle consuete, cui siamo abituati da tanto cinema e letteratura che si sono occupati in precedenza del fenomeno: oggetti che vengono fatti volare, correnti d’aria improvvise e così via.
Ma il poltergeist, ribattezzato da Ann “l’Insetto”, non si limita certo a far levitare qualche posata: uccide i genitori della ragazza e lascia suo fratello in uno stato grave e irreversibile handicap fisico.
Con il passare del tempo, anche grazie all’aiuto di una psicoterapeuta, Ann trova il sistema per imprigionare dentro di sé questa creatura, costruendole attorno una sorta di gabbia psichica che sfrutta, fra le altre cose, simboli e immagini tratti da Dungeons & Dragons.
Ma l’Insetto non può essere imprigionato per sempre e Ann lo scoprirà con grande dolore proprio durante la sua luna di miele con Michael, quando il poltergeist ucciderà suo marito.
La donna si troverà quindi costretta a scappare sia dalla polizia che dai ‘Geisters, uno strano gruppo di persone che è a caccia di poltergeist con il fine di instaurare una relazione sessuale con queste creature...

 

David Nickle è un autore canadese che ha ormai accumulato una certa esperienza, partendo dalla solita trafila dei vari racconti sparsi nelle consuete antologie (e raccolti in Monstruos Affections) per poi passare a una serie di romanzi, incassando plausi dalla critica e dal pubblico e ricevendo anche qualche premio, come potete vedere dal bollino sulla copertina di The ‘Geisters.
Affianca a questa attività anche quella di giornalista, si occupa di politica a livello cittadino per alcuni quotidiani di Toronto.
I punti di forza di The ‘Geisters sono molteplici e a prescindere da una grande capacità di gestione del ritmo e della tecnica, che son cose che si possono imparare con una certa applicazione.
C’è prima di tutto una buona dose di inventiva e originalità che garantiscono all’autore una gestione tutto sommato fresca e “nuova” di un archetipo ormai piuttosto consolidato all’interno dell’horror, sia per quanto concerne il dato delle invenzioni visuali che per quel che riguarda il trattamento del tema della possessione e dei poltergeist, con un forte accento posto sulla sessualità che si mischia indissolubilmente all’orrore e terrore.
Preparatevi quindi a una continua altalena emotivo-sensoriale fra disgusto ed eccitazione, tensione e desiderio, fascino e paura, il tutto gestito senza mai dilatare in maniera eccessiva i tempi narrativi, con un ottimo ricorso a capitoli in flashback e contenendo il materiale entro circa 250 pagine, fatto più che mai encomiabile in tempi di sterminate e lunghissime trilogie da un tanto al chilo.
Altro grande punto di forza della narrativa di David Nickle, probabilmente collegato alla sua gestione del ritmo, è il fatto che lo scrittore sa benissimo che orrore e terrore sono sensazioni molto personali, alle quali noi lettori o spettatori contribuiamo mettendo molti elementi personali nelle varie scene e ci lascia quindi fare buona parte del lavoro, con il risultato che i molti momenti di “assenza” di pericolo vengono colmati dal lettore con una forte ansia e sensazione di imminenza del disastro, un risultato che non molti scrittori di genere riescono a ottenere con questa intensità.
Buono anche il livello di empatia che si sperimenta con la protagonista anche se, volendomi forzare di trovare qualche difetto, direi non avrebbe nuociuto alla resa finale una maggiore opera di pulizia in fase di editing per quanto riguarda i dettagli della vita di Ann.
C’è poi, ovviamente, il fulcro centrale dell’intero romanzo, ovvero i ‘Geisters stessi, i loro scopi e metodi ma su questo non voglio addentrarmi troppo e lascio a voi la “piacevole” scoperta di questi figuri, mi limito a dire che era dai tempi di The Cellar di Richard Laymon che non mi imbattevo in una situazione piscosessuale così morbosa ed evocativa, andrete incontro a una parte finale in grado di stupirvi.
Vi lascio ai link riguardanti il romanzo su Amazon, con ottimi prezzi sull’usato, e il blog dell’autore (Elvezio Sciallis)

Elvezio Sciallis: Non vi deve interessare chi sono. Leggete quanto scrivo e discutete di quello: chi sono non è importante, sono solo (cambia una consonante) una persona qualunque, appassionata di cinema e letteratura, specie quel cinema e quella letteratura che giocano e dialogano con il Perturbante. Ho all'attivo alcune pubblicazioni in antologie collettive e personali. Ho collaborato con diverse riviste cartacee e online. Traduco dall'inglese all'italiano videogiochi e testi per alcune società estere.

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