La driade

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2011 - edizione 10

Il rosso tramonto già cedeva il passo alla sera, mentre l'auto ci conduceva alla zona boscosa a nord di Greenville. Aelee scrutava dal finestrino quel panorama in continua metamorfosi, ansiosa di raggiungere la radura che lei stessa aveva scelto per quella notte di campeggio. A tratti guardavo mia moglie Joan, anche lei felice alla vista degli stessi luoghi che, giusto dieci anni fa, ci regalarono la gioia di diventare una vera famiglia; proprio lì, infatti, il 30 Aprile 2001 trovammo quell'angelo in fasce che sarebbe diventata la nostra dolce Aelee.
Come previsto, piantammo la tenda nella suggestiva radura, circondata da alte colonne verdeggianti che si contorcevano sotto il peso della loro secolare esistenza. Un fuoco ci avrebbe protetto dagli animali che trovavano rifugio nel buio della boscaglia circostante. Mai potevo immaginare la triste sorte che l'impietoso destino ci aveva riservato!
Ricordo ancora quell'urlo, orrendo nella sua oscena acutezza, scaraventarmi dalla quiete del sonno in quel proscenio infernale che ancora oggi tormenta i miei sogni di reietto.

Mi risvegliai nella tenda, solo, e presto riconobbi nel mostruoso grido la voce dell'amata Joan. Uscito frettolosamente dal riparo, quasi impazzii dinanzi quell'orribile scenario di morte: un'acuminata radice, come scagliata da vili demoni nascosti nel terreno, trapassava il corpo di mia moglie, assorbendo avidamente ogni rossa goccia che ancora zampillava dal petto dilaniato.
Intanto Aelee fluttuava a mezz'aria, silenziosa, impassibile in volto; immersa in un pallido bagliore, la sua pelle, simile a corteccia, generava crepe e propaggini in perenne movimento, a ritmo con le incalzanti danze dei vetusti e frondosi rami che la circondavano.
Davanti al mio sguardo inorridito, piante ed animali esplodevano in un corteo di suoni e canti impronunciabili, inneggiando alla rinascita della loro dea: Aelee, la figlia del bosco, era ritornata, e gelosa la natura ne aveva rivendicato la maternità.

Lucio Cardillo

Sono nato a Formia il 15 Marzo del 1986. Ho frequentato il liceo classico ed attualmente studio per conseguire la laurea specialistica in ingegneria meccanica. Amo tutte le scienze, la matematica e la fisica, ma ho un debole per la mitologia in generale e per la letteratura horror. Da un mese circa mi diletto nello scrivere brevi racconti, dopo la scoperta, quest'estate, dei testi e dell'universo di Lovecraft.