LA SCATOLA DI BAMBI
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2010 - edizione 9)
’era una volta una
ragazza chiamata Bambi. Era spaventosamente filiforme, un piccolo folletto
schizzato, eppure risultava graziosa. Aveva gli occhi di giada e il volto da
bambola e non le importava niente del mondo. Si vestiva senza programmi, si
sentiva grunge e dismessa, spesso erano gli abiti a indossare lei, con
baldanzosa e cosmopolita casualità. Lei viveva perché aveva un debito con la
vita. O forse era la vita ad avere un debito con lei. Leggeva, fagocitava e
annusava tutto come se tutto la attraversasse. Non capiva mai quando era
viva e quando era morta. Aspettava in silenzio. A volte però strepitava,
c’erano strane voci che parlavano nella sua testa. In alcuni momenti
sospettava che fossero scimmie urlatrici. Bambi era dolce, proprio come un
cerbiatto. Anzi, lo sembrava soltanto. In realtà era in uno stato di perenne
idrofobia, prendeva a pugni l’aria coi polpastrelli, ma sapeva che non le
sarebbe bastato. Non voleva odiare, non voleva avercela col mondo, ma
sentiva che c’era qualcosa che non andava e solo lei l’aveva capito. Si
scriveva le mani, le braccia, incollava manifesti in cielo e in terra:
voleva trasmettere messaggi all’umanità, ma la gente non sapeva leggere.
Abitava in un mondo di analfabeti. Erano tutti in una scatola di vetro con
le luci natalizie addosso e i sorrisi appiccicati sugli occhi. Tutti avevano
smesso di respirare, erano troppo occupati a cibarsi di parole, a masticarle
e ruminarle di continuo. Seguitavano a comprare barattoli di conversazioni
dai grande magazzini, li stipavano in casa e così tutti blateravano. Bambi,
invece, non riusciva a smettere di respirare, non poteva farne a meno.
Allora tutti la maledicevano, la additavano come un’aliena, tutti credevano
che parlasse un’altra lingua, il codice di Bambi. Nessuno sapeva che avevano
dimenticato di respirare.
Davila De Vincenzo
Nata a Terlizzi (BA) il 24 maggio del 1989. Diplomata al liceo
classico "C. Sylos" di Terlizzi.
Amo molto leggere, in particolare i romanzi classici, fantasy e la poesia;
amo il cinema e il teatro e tutto ciò che riguarda l'arte in generale.
La mia passione più grande è scrivere, infatti sogno di diventare una
scrittrice affermata.
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