DERISA DA BAMBINA
n'iniezione,
cinque minuti, sconvolgimento psichico accompagnato dal delirio.
Bisogna esser pazzi per iniettarsi un simile mix, anfetamina, lsd e
mescalina. D'altronde un chimico non ha difficoltà d'accesso al paradiso
artificiale in grado di ridurre un'esistenza all'inferno.
La mente vorticosa si ritrova immersa in un tunnel di ricordi e confusione,
voci estreme e dissociate la chiamano e deridono, il mondo odia e l'odio è
il suo mondo, ogni beffa, ogni dispetto, ogni volto appare ora come clown
strafatti in un circo decadente.
Jenny vede loro con malizioso desiderio di inglobarli nel suo sé, tutte
quelle voci tediose e spavalde, insulsi volti incitanti solitudine. Stai con
noi, stai con noi, stai con noi, tu ci vuoi, non mi vuoi? Stai con noi.
L'uomo coniglio sbuca dal nulla cercando nel pozzo dei desideri un coltello
per suicidarsi, la bambina scoiattolo sale sull'albero che porta alle
stelle, deve mangiare la ghianda del perdono o perire fra le fiamme nella
stufa della nonna, il cane gatto cerca invano di sotterrare le proprie
zampe, ma fatica a scavare... meno male che la fata dà a Jenny il taglierino
così che può far cessare il ronzio... sì sì, io posso, tuo non puoi, io
posso, sì che puoi... fallo! Stronza, fallo! ma, ma, ma la cavalletta
birichina non me lo concede! Fallo, fallo! Devi fare ciò che va fatto, prima
che il fatto faccia te! Il ronzio delle mosche cessa, mosche mai esistite si
stagliano come ricordi annebbiati sul telone di un cinema in fiamme, e le
larve ne sono solo l'inizio...
Notiziario delle otto:
la polizia ha trovato una ragazza nuda in stato confusionale intenta a
sfregiarsi la vagina. Attorno a lei, in cerchio, dieci cadaveri sgozzati
privati degli organi riproduttivi. È una tragedia, e pensare che è una brava
ragazza, dicono di lei i vicini e gli amici. Non l'avrei mai detto.
Ezio Testore |