IDENTIK-IT(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2009 - edizione 8)
Irene dimentica spesso il cellulare. Ovunque. E per
recuperarlo digita il numero sul fisso e segue il trillo. Di solito lo trova
nel salotto, affondato nella borsa o nel bagno sul bordo della finestra. Sul
punto di precipitare per la vibrazione. Però questa sera Irene non riesce
proprio a rintracciarlo, forse si è scaricata la batteria o la suoneria è a
zero. È sola in casa. Piove e avere tra le mani It di King non la rassicura.
D’impulso apre il cassetto personale. La barchetta non c’è più e alla croce
manca un braccio. Sorride Irene della propria stupidità, proprio come il
bambino del romanzo, ma un profumo di anice la fa sobbalzare. Nessuno la
trascina nel buio. Nulla. Ritorna a cercare il Nokia: si telefona. Squilla e
stavolta la suoneria la chiama dal soggiorno. Sta per attaccare, quando una
voce risponde con un banale: - Pronto? |
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