Leggere attentamente le postille

L'ultima questa mattina, mi hanno investito ad una velocità spaventosa che quasi non l'ho visto, dopo l'urto ho riaperto gli occhi e vedevo l'auto allontanarsi lentamente; non era lei a muoversi ma io: mi stavano trascinando per una gamba. Appena ho capito che quello non era un segno d'affetto ho cominciato a lottare con tutte le forze che avevo, mi dimenavo, scalciavo ma i dolori dell'impatto c'erano tutti e quella mano che teneva la gamba trascinando il corpo era molto più motivata di me e non avevo che le unghie per afferrarmi all'asfalto rovente ed insanguinato dal mio stesso sangue. Riuscii a voltarmi ed a essere trascinato sulla schiena, volevo vedere chi era il mio assalitore. Spalle larghe, corporatura robusta e vestito di stracci... non conoscevo quella sagoma. Ero intento a fare i miei calcoli e su cosa sarebbe successo da lì a poco ma lui fu più veloce di me, entrammo in un vicolo cieco, estrasse la pistola, caricò la pallottola e mi sparò giusto al centro degli occhi... sono rinato qualche ora dopo.

Alessandro Mastantuoni