UN RUMORE NELLA NOTTE
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2008 - edizione 7)
piedi
nudi toccarono il parquet che rivestiva il pavimento della sua camera. Qualcosa
laveva svegliata, una risata? Forse aveva solo sognato ma, il suo istinto le impose
di alzarsi per andare a vedere. Aveva la pelle doca sotto la vestaglia sottile. La
sua mano seguiva le imperfezioni della parete del corridoio. Non voleva accendere la luce.
Di nuovo quel suono, sì, era una risata. Chi era entrato in casa sua? I suoi sensi
completamente destati ora dal sonno, le procurarono un tremore. Le sue dita si strinsero
intorno al corrimano della scala. Scese un passo alla volta. Incerto come quello di un
condannato. Udiva un respiro che non era il suo. Un lezzo che non era descrivibile
aggredì le sue narici. Qualcosa si stava muovendo nel salotto. Listinto di urlare
domato a stento. La smania di accendere la luce abortita. Se fosse riuscita a raggiungere
lingresso, avrebbe brandito un ombrello come se fosse stata la migliore arma. Poteva
farcela? Che cosera quellessere deforme che occupava lo spazio tra il divano e
la scrivania? Non aveva mai veduto lo scempio di un corpo umano, una figura a tal punto
torturata. Ripugnante quella pelle che non riusciva a nascondere i muscoli e le ossa.
Oltraggiose quelle dita che non riuscivano ad afferrare. Abbacinanti quegli occhi che
distorti frugavano intorno. Lo scalino sotto il suo peso scricchiolò. Il cuore le si
fermò nel petto. Listinto fu quello di scappare ma, non aveva più le gambe. Come
un filmato mandato avanti velocemente, vide quella cosa venirle incontro, la ripugnante
bocca aveva squarciato la sua carne, spezzato le sue ossa. Non urlò, tutto era avvenuto
troppo velocemente anche per percepire del dolore. Il suo alito ora si mischiava a quello
dellessere. Gli occhi videro ancora il soffitto della stanza e lombrello nella
propria mano.
Arianna e Selena Mannella |