LA CENA E' PRONTA
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2008 - edizione 7)
prì gli
occhi. Lo spettacolo che si trovò di fronte era terrificante. Si trovava in una stanza
enorme seduto su una sedia. In un primo momento si rese conto solo di una cosa: cera
sangue dappertutto. Non riusciva a muoversi, era paralizzato dal terrore. Gli odori che
percepiva erano indescrivibili. Latmosfera che stava vivendo era atroce. Davanti a
lui un gigantesco camino acceso illuminava una lunghissima tavolata. Da una parte erano
adagiati almeno una decina di corpi senza vita; dallaltra invece quattro omuncoli
armati di coltellacci e mannaie erano intenti a macellarli. Il loro vociare sommesso ed
incomprensibile riproduceva una cantilena inquietante mentre le loro risa acute e
fastidiose ricordavano il suono dello sfregamento di vetri rotti. Erano molto bassi,
avevano tutti la barba ed una carnagione molto pallida, letà era indefinibile.
Indossavano dei grembiuli intrisi di sangue e oramai diventati rossastri. Sul volto
spiccavano due occhietti piccoli e neri che trasmettevano malvagità. Con estrema
disinvoltura facevano a pezzi quei corpi umani, squartandoli e scuoiandoli come se
praticassero quellattività da un tempo immemore. Spostando più a sinistra lo
sguardo si accorse poi che ce nera un quinto di quegli esseri. Questi aprì un forno
da dove tirò fuori una teglia che sembrava troppo grande rispetto le sue dimensioni. Ce
la fece comunque senza troppi problemi. Dentro la teglia riconobbe la figura di un uomo
rosolato a puntino e cotto come di solito si può fare con unanatra. Ad un certo
punto uno di loro si voltò verso di lui. Lorrore lo pervase in ogni sua parte.
Voleva scappare, non ci riuscì. Lomino, pian piano, con un coltello gocciolante in
mano si avvicinò. Lo guardò negli occhi e sorridente disse: Padrone... la cena è
pronta!
Domenico Maiolo
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