BEHIND HIS EYES
... Sembra proprio lei.
Ma ora non ha più importanza.
Me la sono ripresa, l’ho irretita, l’ho fatta sentire unica.
E l’ho abbandonata, come un giocattolo vecchio e noioso.
Non ho più bisogno di lei.
Ma quella ragazza...
... sembra proprio lei.
Basta poco.
“Mi chiamo Ted, piacere di conoscerti”
Dice di chiamarsi Susan.
... Non come i miei.
Le chiedo se vuole un passaggio per tornare a casa, comincia a far buio e per una ragazza potrebbe essere pericoloso andare in giro da sola.
... In cuor mio spero che non accetti.
Mi ringrazia, dice di sì.
“Sei molto gentile, Ted.”
No Susan... e presto te ne accorgerai.
E’ L’Entità, è tornata.
Stringo la gola della ragazza con barbara ferocia, ingiuriandola.
Di annientarla.
Lascio la presa solo quando la sento esalare l’ultimo respiro.
... Non ha avuto nemmeno il tempo di divincolarsi.
E gli occhi...
Sei contenta, Stephanie?
Scarico il corpo violato della ragazza nella prima radura che incontro.
Mi allontano in uno stato di completa confusione, complice anche una di quelle mie bevute particolarmente esagerate.
Nemmeno Susan c’è riuscita.
Nemmeno lei ha riempito quella voragine di tenebra che è la mia anima.
Ed io intanto sono sempre meno umano, ammesso che lo sia mai stato.
Rindosso la maschera del bravo cittadino.
Sorrido.
La finzione è il mio ossigeno, le mie menzogne il mio sostentamento.
Nulla può scalfirmi.
Sono Theodore Bundy, e sono il mio unico vero Dio.
“... no, scusa Liz... ho molto da fare con le lezioni. Ti chiamo non appena
ho un minuto libero, ok?
MA C’E’ MAI STATO QUALCOSA DI AUTENTICO IN TE? |
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