BRACCATO
(Racconto per il concorso "Horror T-Shirt", 2008 -
edizione 4)
nsimava
affannosamente, il respiro sibilava ossessivo.
Sentiva quegli orribili mostri a pochi passi. Pensò ai suoi figli, maledì quelle terre,
dove aveva creduto di poter vivere in pace. Invece era lì, braccato.
Ne vide uno da solo, aspettò che fosse vicino e colpì allimprovviso. La creatura
emise quel verso strano, che facevano quegli esseri, poi smise di muoversi. Vomitò,
guardando il cadavere: i suoi simili si erano abituati, ma lui non ci riusciva. Gli veniva
la nausea, guardando quelle creature incapaci di sputare fuoco, con solo due gambe, senza
coda e con la pelle di quel bianco ripugnante, senza squame.
Wolfango Horn |