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SECONDO PIANO

 

tacco una striscia sottile, col tagliaunghie. La mangerò bollita usando l’acqua del rubinetto. Mi stendo sui tappetini di spugna, senza sfiorare la ceramica dei sanitari. A volte riesco a dormire, nonostante mia moglie continui a graffiare e mugghiare sulla porta, da settimane.
Poi mi alzo e bevo. Nell’armadietto dietro lo specchio le solite scritte: Silhouette, GomGel, Infasil. Ormai le ho imparate a memoria. Solo copriwater e sapone erano commestibili. E li ho già mangiati giorni addietro.
Apro la finestra e vedo solo morti. Guardano tutti all’insù, quasi subito.
Per l’ennesima volta esamino le mie possibilità se mi buttassi.
Mi siedo sulla tazza, mi guardo l’avambraccio, e cerco un altro posto buono, per usare il tagliaunghie.

Raffaele Serafini