Commensali

- Mangiare con voi è un tormento, un qualcosa d’enormemente insopportabile! A chiunque fareste passare l’appetito o venire il voltastomaco. Anche un branco di cani famelici trangugerebbe del cibo in un modo più forbito.
- Mboum unfan vulf mank kom unl...
- Mugugni, soltanto mugugni!... Le vostre luride gole non sanno che emettere mugugni. Siete bestie, ecco che siete! Non si può conversare con voi. Vedervi inghiottire quel pasto sarebbe un po’ meno disgustoso, se foste capaci di un qualunque colloquio.
- Monk ounar mbuen volan mord uonal...
- Vi sbrodolate senza ritegno. Vi imbrattate di sangue le mani, il viso, i capelli, i vestiti... Che spreco! La parte migliore sciupata!... Non siete per niente raffinati, né buongustai. Pensate soltanto a riempire, più che potete, gli stomaci immondi.
- Womb kunf olav bueln nunf main...
- Abbiate almeno la decenza di chiudere la bocca quando masticate. Pezzi di fegato e cervello schizzano fuori tra i denti e cadono sul desco, macchiando la bianca tovaglia di Fiandra tutta ricami e merletti. Ma già! Cosa c’è da aspettarsi da voi, putridi zombi?
- Unf monb vemen knoff uanon...
- Prendete esempio da noi, dalla nostra indiscussa squisitezza. Osservate, elegante e compìto, il nostro onorevole pari, il conte Dracula, con quanta impareggiabile grazia sorseggia la sua coppa di sangue.

Paolo Secondini