AMORE NOTTURNO
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2007 - edizione 6)
i amo
Jaqueline, sin dalla prima notte che ti ho incontrato. Eri così bella e seducente. Mi
avvicinai inebriato e forse non trattenni la mia espressione, non bramosa, ma poco
rassicurante. Tu urlasti ed io scivolai fuori dal tuo sogno e dal letto, nascondendomi
nell'armadio pervaso dal tuo odore. Oh, Jacqueline, adoro osservarti dalle fessure quando
provi maglioncini e camicette. Ti avvicini noncurante e li abbandoni nell'ombra
dell'armadio, mentre io tremo pensando di incontrare la tua mano. Li consegni a me perchè
li custodisca ed io mi sciolgo sentendoli ancora caldi. Prima che tu spostassi lo specchio
potevo vederti in tutta la tua nudità quando passavi ore nella vasca. Qualcosa in me
arrossiva timidamente, mentre il resto frenava emozioni che rischiavano di farmi scoprire.
Quando la notte sussulti, presa dai tuoi sogni lussuriosi spesso apro le ante scivolando
silenzioso sopra le coperte, avvicinandomi al tuo volto, cercando di scoprire cosa ti
emoziona. Ho un particolare fiuto per certe cose...
Per questo, appena entrasti capii subito che qualcosa era diverso. Salendo le scale il tuo
odore sembrava estraneo, poi, quando lo vidi avvicinarsi a te mi infuriai. Rimasi immobile
mentre le tue mani giocavano con la camicetta, sbottonandola lentamente. I suoi occhi ti
scrutavano mentre lasciavi cadere i vestiti che veneravo. Quando ti sei distesa sul letto
ti ho rivista come la prima volta, e sono impazzito. Uscendo dall'armadio avvolto nella
mia oscurità presi per le gambe quell'intruso. Lui gridava, ma non ebbi pietà. Strappai
la pelle, lacerai la carne, graffiai il volto in modo che i suoi occhi impuri non
potessero più posarsi su di te. Prima di sparire dalla finestra ti ho osservato
Jaqueline, lo schizzo di sangue sul collo creava un contrasto stupendo con la tua pelle
chiara e gli occhi impauriti. Ti amo Jaqueline.
Riccardo Cucco |