¡CONTRAS!
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2007 - edizione 6)
onald Reid
si riteneva un belluomo. Poteva conquistare qualsiasi donna desiderasse, ma lui
preferiva violentarle e ammazzarle. E non necessariamente nellordine. Il Nicaragua
era il posto adatto ad uno come lui, e poco importava se per divertirsi doveva comandare
una brigata Contras composta da honduregni, panamensi e campesinos
nicaraguesi a cui i sandinisti avevano espropriato le terre. Il villaggio in cui
si trovava, era stato distrutto con estrema facilità e lui aveva trovato una vera perla.
La bambina, che poteva avere una decina danni, era stesa davanti a lui. Non era raro
trovare strani miscugli antropologici frutto di stupri. Ma a lui non era mai capitato di
vedere una creatura così bella e rosso crinita. La bambina giaceva in un angolo della
capanna viva o morta. Non che facesse molta differenza per lui, lavrebbe posseduta.
Allungò una mano sotto il sudicio gonnellino, come aveva immaginato non indossava
mutandine. Le scimmie non si coprono, non hanno vergogna. Iniziò a tastare le parti
intime, sempre più in profondità. Il corpo era caldo, era viva, o morta da poco.
Fortunatamente, non era stata violentata, sarebbe stato lui il primo. La penetrò. Il
dolore fu lancinante, il suo pene era incastrato nella vagina della bimba, come una zampa
di volpe in una trappola. Orbite bianche lo fissavano. La scalciò via, e lei volò
portandosi il suo membro. Urlò. Lei urlò. Urla diverse, ma ugualmente dolorose. Cercò
la pistola, ma fu troppo lento. La chioma di lei lo avvolse in un bozzolo rosso inferno.
Non riusciva a respirare. Tra i capelli intravedeva strane figure diafane che lo
circondavano in un girotondo macabro. Cantava canzoni con parole piene di consonanti
stringendo tra le mani machete, e negli occhi disperazione. Cera da scommetterci:
Ronald non sarebbe rimasto un belluomo ancora per molto.
G.F. Cassatella |