Demoni

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2007 - edizione 6

Ogni persona ha il suo demone.
Daniel dovette rimuovere il passato per scacciare il suo: lo teneva rintanato tra le pieghe del cervello, e li lo lasciò per anni, e anni.
Ma quel ricordo cominciò a risalire, lentamente, come un fiume che corrode le rocce.

 

Da qualche notte, Daniel, si svegliava madido di sudore. Cercava di ricordare l'incubo, ma invano. Un magone lo attanagliava, un senso di rimorso lo stritolava, ma lui proprio non riusciva a capire. Andò avanti così per settimane: aveva il volto scavato e perse ogni capacità di concentrazione.
Non voleva addormentarsi: passava le notti sveglio, aspettando che passassero in fretta. Sentiva un vento gelido, tagliente come un rasoio, alitargli contro, come uno sguardo puntato. Alcune volte crollava per risvegliarsi di soprassalto convinto che gli mancasse un braccio o un dito.
Una notte venne svegliato da una risata stridula che risuonava nella stanza, e sentì un rivolo di sangue che gli bagnava la faccia, come una lacrima. Si alzò di scatto per guardarsi allo specchio e trovò uno spettacolo raccapricciante: aveva il viso pieno di graffi, tutti a forma di “V” e le unghie ancora sporche di sangue.

Daniel non uscì più di casa.
Un sibilo, simile a quello del vento, come una voce lo guidava, e Daniel non riusciva a opporsi agli ordini. Si scarnificò tutto il corpo, sempre con tagli a forma di “V”.
Il sangue colava a fiotti dappertutto. Sentiva ormai le forze venirgli meno, ma non riusciva a fermarsi. Scrisse in rosso un nome e una data sul vetro di una finestra: “Valery 22 04 85”.
Infine prese un coltellaccio da cucina e se lo conficcò in testa.

 

Ogni persona ha il suo demone. Ma se questo è un fantasma, per quanto tu lo abbia sepolto bene, prima o poi si libera.

Marco Caudullo

Nato 32 anni fa in Sicilia. Cresce convinto di dover diventare Ingegnere, e, pur con qualche dubbio e tanti ritardi, tra un torneo di calcetto, un libro, una serata in discoteca e una sbronza con gli amici, riesce a laurearsi nel 2003. Da un anno lavora nel campo dell'informatica in Piemonte, e nello stesso periodo comincia a scrivere racconti e farli girare per la rete. Per adesso è tutto qui: il futuro è un racconto ancora da scrivere.