QUELLA SERA AL MOTEL
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2007 - edizione 6)
lex era
seduto al buio, sul bordo del letto nella stanza. Per fortuna avevano trovato quel motel.
Da quando lui ed Iris si erano fermati là e si erano infilati di nascosto nella prima
stanza libera non aveva più acceso la luce. Lei respirava a fatica e ogni tanto emetteva
uno strano gorgoglio.
Stai male, vero? pensò Alex Maledetto barbone. Come ho goduto quando
gli ho spaccato la testa!.
Si infuriò mentre ripensava alla sua testa sanguinante, con schegge di osso bianco che
spuntavano e carne a brandelli penzolante.
Lei gli aveva sbattuto contro per sbaglio mentre svoltavano nel vicolo e quel barbone
aveva iniziato a picchiarla urlando. L'aveva pure morsa.
Per ora non dovevano uscire, i vigilanti li stavano cercando. Un testimone li aveva visti
uccidere quel vagabondo.
Alex... ho... fame... sussurrò lei.
Non ti preoccupare. Presto farà buio e andrò a prendere da mangiare.
Ho... tanto... freddo...
Lo so amore mio, presto starai meglio. Sicuramente.
Stava per alzarsi quando all'improvviso si sentì afferrare con forza e trascinare
dall'altra parte del letto. Si ritrovò disteso a faccia in su con Iris sopra. Sentì le
labbra di lei sfiorare le sue. Non stava respirando.
Ma che fai? Stai bene ora? le domandò.
Lei non rispose, emise solo un suono roco, un ringhio e velocemente lo morse alla base del
collo. Subito Alex le afferrò la testa, la tirò indietro lontano dal suo collo e la
spinse giù dal letto.
Che diavolo fai? Non sono io la tua cena! Ora andrò a cercare un altro barbone da
sbranare vivo. Stupida, non ti sei ancora abituata ad essere un vero zombie, ti ho morsa
solo pochi giorni fa.
Alex si alzò, aprì la porta e la luce della luna illuminò i loro volti rovinati dalla
decomposizione. Lentamente uscì.
Francesco Mariuzzo
Sono un perito informatico e ho 25 anni, finora ho lavorato come
impiegato e una delle mie passioni è la scrittura.
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