RIFLESSI DI COSCIENZA

(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2007 - edizione 6)

 

mmobile, rigido. Il corpo non risponde.
Lei si avvicina lentamente con un ghigno impresso sul volto scolpito, perfetto. E’ a pochi metri da me e pare inghiottire lo spazio avanzando in una danza eterea, leggiadra come un felino davanti alla sua preda inerme. Brividi lungo la spina dorsale, vibrazioni di gelo, di vuoto dentro la carne, fra i nervi, fino alle ossa.
Non riesco a distogliere lo sguardo dai suoi occhi grigio perla: due buchi neri che lentamente mi corrodono, mi divorano disperdendo il mio essere. Non so dove sono né come ci sono arrivato, non ricordo chi sono, nella testa nulla di nulla, solo questa asciutta e terrificante lucidità.
Scompare per un attimo, infinito, poi mi appare di fronte, mi scruta, mi studia compiaciuta dall’alto della sua mostruosa bellezza e io vedo chiaramente nelle sue pupille bianche la notte, l’orribile notte a braccetto con la fine, la morte, mia morte. Ancora razionale la coscienza vuole urlare, reagire, piangere, abbandonarsi a follia salvatrice, soccombere alla consapevolezza.
Ora si piega leggermente di lato e dopo poco percepisco un lieve dolore nella parte sinistra del collo. Il corpo inizia a produrre brevi spasmi, poi sempre più forti quasi volesse disintegrarsi. Sento qualcosa di caldo scivolarmi sulla spalla, sul fianco e proseguire giù, riscaldando con un linea impercettibile quel ghiaccio che è diventata la mia pelle.
Il tempo scorre e d’improvviso cedo, nulla o nessuno più mi trattiene e svuotato, prosciugato, finito, cado di schiena rimanendo steso sul pavimento con la testa rivolta verso l’alto.
Mentre odo dei passi allontanarsi il soffitto comincia a vibrare, a mutare in spirali sature di colori, fino a formare una volta celeste dove rapidamente prende consistenza un angelo, che mi osserva ambiguo sorridendomi con viltà.
Poi tutto diventa nero.

Mattia Martinengo

 

Cantante e chitarra ritmica dei Memento Swing, ha pubblicato nel 2006 presso le Edizioni Angolo Manzoni la sua prima opera dal titolo “Romanticismo domestico” che raccoglie canzoni e poesie.