Le mani

Noi siamo le mani, usciamo da ogni angolo di Gaia e ti prendiamo. Tu ci aspetti, ma ci temi quando siamo vicini alla tua essenza. Ci odi quando solletichiamo l’oggetto del tuo astio. Ci urli contro, inveendo contro di noi, quando laceriamo chi ti sta vicino e che ami, ma ci vorrai sempre!
Perché? Semplice, perché siamo le mani.

Il nostro corpo è mille per zero la nostra volontà cento alla Thera, noi siamo le mani. Quando ti troveremo, e fidati, lo faremo, ti strangoleremo, ti stureremo le orecchie, ti scaccoleremo, ti svergineremo, ti penetreremo. Occhi, bocca, fori più o meno della vergogna, a noi non interessa, noi vogliamo quello che hai dentro, il tuo nucleo. Oh sì come lo vogliamo! Oh dolce angoscia ed orgasmo, quando te lo sfioriamo con le nostre dita. Dita sporche.

Dita sporche di sangue, di budella animale, di due più due uguale cinque, di liquido proibito di bambino, di sangue del principe nero, di vaffanculo, e di porco***, sporche... sporche di tutti… sporche di tutto, sporche di te.

Oh dici di non aver fatto nulla? Ma sì che l’hai fatto! Cosa? Ma sei nato ovvio! Questa per noi, è già un ottima scusa per incolparti.

Ricordi? Ti ricordi quando volevi a tutti costi il latte materno e l’abbraccio paterno anche quando loro non potevano e tu dentro nel tuo nucleo li odiavi? Rimembri? Rimembri quando volevi un giocattolo costoso, solo per il gusto di averlo e poi subito gettarlo nell’oblio? Senza neppure guardare quanto erano vuoti i portafogli dei tuoi genitori? Quando succedeva questa, e anche molto di più, eravamo noi a dirtelo, NOI! NOI CHE SIAMO LE MANI!

Cosa siamo? Beh su due piedi... Ah già è vero non ne abbiamo AH AH AH AH AH AH! Dai seriamente, chi siamo? E che ne possiamo sapere? Ci avete creato voi.

Fin dai primi vagiti della vostra pezzente razza ci avete cercato e ora ci avete trovato, con i nostri servigi, unici ed inimitabili. Non ce ne andremo mai via, solo quando l’ultimo della vostra progenie sarà carne marcia, noi ci estingueremo, ciò non ci cruccia.

Ci chiedi ancora cosa siamo? Semplice, siamo le mani, bisognose di voi come un drogato necessita della sua dose di anima sintetica in vena! Siamo ciò che voi chiamate potere, noi siamo le mani, e resteremo qui per te e voi, contento?

Lorenzo Carbone

Lorenzo Carbone, genovese di nascita ma non di tircheria (essendo uno spendaccione mostruoso), ex studente di Andragogia presso l’università di Genova in concomitanza con quella di Siena, essendo essa una delle poche eccellenze in quel settore presenti in Italia, dopo molti fallimenti di fantozziana memoria è riuscito finalmente ad avere un ingaggio a progetto come insegnante. Persona dalle molte passioni, da quelle culturali a quelle da bambino di cinque anni, spaziando in maniera forse troppo giuliva tra: musica metal, musica classica, rock sinfonico, scacchi, giochi da tavolo alla dungeons and dragons, modellismo, informatica, videogames action e strategici, scherma, lotta libera e nuoto sincronizzato. E’ una di quelle persone che vorrebbe conoscere tutto, per poi scordarsi il tutto e il dover ricominciare da capo. Scherzi a parte, Lorenzo da pochi anni (cinque per la precisione) si è dato alla scrittura, iniziando prima per piccoli blog di cultura gothic-noir dove era anche riuscito ad avere una buona fetta di fan.