Gli alberi

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2007 - edizione 6

Correndo percepiva soltanto il suo respiro affannato, l'aria ghiacciata sul petto nudo. Una potente improvvisa e imprevista fitta alla schiena lo schiantò faccia a terra. L'impatto del volto sulle pietre aguzze, non riusciva nemmeno urlare, non aveva più fiato, sentiva il sapore del sangue sfiorargli le labbra ne ingoiò un po' per placare il bruciore alla gola. Il pensiero di non farcela lo attanagliava, gli bloccava i quattro arti. Si sentì trascinare, con occhi appannati vide il suo corpo scivolare su terra madida e foglie secche, in un gelido istante che fermò d'improvviso suoni, dolori e pensieri scorse le sue gambe sempre più lontane, attaccate al bacino, giacevano esanimi nel luogo in cui era caduto. Voleva alzarsi in piedi con quelle gambe che aveva ancora l'illusione di controllare, vane speranze.

Con le ultime forze cercò la salvezza attaccando a morsi le caviglie del gigante, il liquido che sgorgò gli bruciò e corrose le labbra, un arsura più forte dello stupore e dello smarrimento, scorreva acido nelle vene di quel mostro. Il bruciore alla gola lo colpì come un pugnale. Buio. Il silenzio calò nella foresta, unici testimoni del macello, gli alberi.

Victor Kishor Ferri

Sono Victor Kishor Ferri, indiano, figlio adottivo, vivo in Italia da quando ho un anno, liceo scientifico,Iistituto Europeo di Design, adoro ogni forma di arte, tranne quelle in cui non mi riconosco o comunque non comprendo a pieno... quindi amo la musica, adoro il cinema, odio la tv. Ora lavoro come 3D designer e tra un lavoretto e l'altro scrivo qualcosa per il gusto di farlo senza troppe pretese.