INCESSANTEMENTE

(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2007 - edizione 6)

 

iulio era seduto alla macchina da scrivere. Doveva continuare a battere, era l’ultima opportunità che gli rimaneva. Era da una vita che aveva quel sogno, ancora non riusciva a credere che il suo desiderio di terminare il romanzo che da anni teneva nel cassetto fosse stato accolto. La Morte gli si era presentata quella mattina. Giulio aveva fatto resistenza, aveva gridato, pianto, supplicato, parlato della sua ambizione, del fatto che aveva sempre rimandato convinto di avere davanti un lungo domani, e assurdamente aveva vinto. Ora si sentiva triste ma per una volta fiero di se stesso.
Batté le ultime parole. Sistemò i fogli e rilesse il titolo: INCESSANTEMENTE. Gli piaceva. Si decise a voltarsi. La Morte vagava dietro di lui. Era alta, scura, imponente, eppure sembrava irreale, quasi trasparente. Giulio la fissò, doveva arrendersi. Però doveva ancora telefonare. Chiamò Carlo e lo pregò di passare da lui, voleva consegnargli un plico. Si misero d’accordo per l’indomani. Giulio pensò che avrebbe trovato un cadavere, magari anche freddo. La Morte gli si era avvicinata. È il momento, si disse Giulio.
Invece la Morte lo superò e prese il romanzo. Si mise a sfogliarlo, poi iniziò a leggere. Giulio si sedette non sapendo cosa fare. La Morte continuò a leggere, per tutta la notte. Giulio si assopì un paio di volte. Solo il giorno dopo la Morte si mosse. Gli andò incontro ancora con il romanzo in mano. Si abbassò e gli sussurrò qualcosa all’orecchio. Giulio ascoltò e si scostò allibito. La guardò e credette quasi di scorgere su quella parvenza di faccia un sorrisetto compiaciuto. Forse ci si può salvare anche quando non ce lo si aspetta più, pensò. Carlo doveva arrivare a momenti. Lo avrebbero atteso insieme, lui e la Morte. Si chiese se un coltello sarebbe stato una buona accoglienza.

Franca Marsala