RADAMATRA
na
mattina, ti capita che appena sveglio, vai in cucina per bere un caffé e mentre porti la
tazzina alla bocca chiazzi il viso e il pigiama di macchie marroni.
Ti capita che in bagno, non cè niente di più complicato al mondo che riuscire a
trovare una traiettoria giusta per centrare la tazza del cesso. Poi, quando abbottoni la
camicia, decidi che per quel giorno indosserai solo una felpa.
Mentre ti radi, la tua faccia non la finisce di muoversi, non riesci a controllarla, getti
via la lametta. E schiuma e barba e sangue ti riempiono il lavandino.
Guardi lo specchio e vedi te, ti vedi che continui ad annuire. Senti lo scricchiolio delle
tue vertebre cervicali. Bisogna che riprendi il controllo di te stesso, della tua faccia,
delle tue mani. Il dominio sulle tue ginocchia.
Provi a sederti in poltrona. Provi con profondo respiro.
Inspiri dal naso. Allaghi i polmoni daria.
E poi fuori, dalla bocca.
Ma invece di trovare un po di relax come tutti i cristi di questo mondo, potresti
benissimo essere seduto sopra un missile spaziale che sta scaldando i motori sulla rampa
di lancio da tanto che vibra tutto.
Davanti a te cè la tv, laccendi e ci metti cinque minuti a trovare il tasto
del telecomando. Canale 1, ma premi il tasto del volume. Cerchi di abbassare il volume, ma
premi lo spegnimento.
Finalmente becchi quello giusto di tasto. Ti sintonizzi su una trasmissione in diretta
dove cè una donna che è la massaia che tutti vorrebbero avere in casa. Ragioni sul
fatto che nellipotesi di unapocalisse, la smetterebbe di parlare di come si
cucina questo, di cosa fa bene a chi.
Sei solo tu che non stai tanto bene. Quella cazzo di roba che hai mangiato ieri sera ti è
rimasta sullo stomaco. Cibo in scatola, conservanti, coloranti. Birra di merda.
Sì, proprio così.
Una delle cose peggiori quando sinvecchia è che non si può mangiare di tutto.
Laltra è che non puoi fare a meno dei dottori.
Nonostante tu abbia sempre goduto di unottima salute, ora è venuto il momento che
devi chiamare un medico.
Anche solo per legarti ad una sedia.
Nel suo studio, il medico inforca lo stetoscopio e ti asculta il cuore. Ti tamburella con
un martelletto le ginocchia per vedere la reazione dei riflessi.
Si sdrai sul lettino dice.
Chiede: Le fa male qui?
No rispondi.
E... qui?
No.
Ti domanda da quanto tempo tremi così.
Ho avuto dei tremori qualche tempo fa. Rispondi. Credevo fosse per il
freddo. Credevo fosse lo stress.
Ti consegna un foglietto che dove ha scarabocchiato gli esami che devi fare.
Con questo non significa che hai qualcosa di grave, dice, serve solo per controllare
alcuni parametri.
Però la sua faccia è quella di uno che deve darti una pessima notizia.
E te la da, due giorni dopo, con gli interessi.
Purtroppo le analisi confermano il quadro sintomatico fa il dottore, con lo
sguardo perso tra linfociti e leucociti e diagrammi.
Sintomatico è una parola che non hai mai sentito prima, insieme a Bradicinesia
e Neurodegenerativo e Dopaminici.
Simparano tante parole sulle malattie dai medici.
È grave? chiedi. Sto morendo?
Secondo il medico, esistono terapie che possono attenuare i sintomi della malattia.
Malattia? Che... malattia?
Ti dice il medico:
La medicina ha fatto notevoli passi avanti nella cura del morbo di Parkinson.
Non sai esattamente cosa sia un Morbo di Parkinson ma suona male. Anzi,
malissimo.
Allora, chiedi: C-come lho preso questo... morbo.
A puttane non ci vai da una vita.
Non si conoscono cause specifiche daffezione risponde. La
letteratura medica indica possibili fattori ereditari, cause tossiche o postraumatiche:
veda Classius Clay.
Qui sorridi, tipo uno che non ha compreso una battuta e fa finta di niente.
Ti chiede il medico: Lei, per caso, da giovane, è stato un pugile
professionista?
Tu gli rispondi: no, mai stato sul ring.
Di lavoro hai sempre fatto tuttaltro.
Ha presente, fai al medico Ha presente quello che si trucca faccia e
mani color oro. Indossa una tunica dorata che lo ricopre dal collo in giù. In testa
cha una parrucca dorata. Monta su un piedistallo. Assume pose plastiche. Resta
immobile. Fermo come un pezzo di marmo? Ha presente una statua vivente dottore?
Guardandoti, con le dita che giocherellano con i bordi della tua cartella clinica, il
medico ha un colpo di tosse.
Dice: Ah! Poi: Ehm... Poi: Mi dispiace... ma...
Fin da ragazzino non hai fatto altro nella vita che la statua vivente.
Da quando a tredici anni hai visto ad una festa di paese un tipo con la faccia
imbellettata che restava immobile, la tua esistenza ha preso una corsia contromano. Quella
statua vivente sarebbe diventato il tuo maestro, la tua guida. Quella statua vivente era
il maestro Radamatra.
Quando gli hai chiesto cosa significa Radamatra lui ti ha risposo che è una parola
sanscrita che significa Immmobile ma con una consapevolezza interiore in
movimento. Il suo nome vero, non te lha mai detto.
Tutto quello che sai di lui è che ti ha insegnato i trucchi fondamentali del tuo
mestiere.
Radamatra, il grande Radamatra, ti ha guardato, un giorno, sbavato di trucco in faccia e
ti ha detto: La prima regola da imparare nellarte della Statua Vivente è che
la maggioranza delle persone non ti guarda con lo stesso sguardo con cui osserverebbe una
statua qualsiasi. E alla domanda di Radamatra: Cosè che farebbe un morto se
non lo fosse più?
Hai risposto: muoverebbe gli occhi, moverebbe le braccia. Magari sorriderebbe perché è
contento di non essere più morto.
Lironia, è che là fuori, nel mondo della gente che si muove per
lavorare, cè tutta unumanità nobile e comprensiva, che quando può aiutare
un povero vecchio malato in difficoltà lo accoglie come un pulcino tremante e smarrito.
Allora ti chiedi: come si fa a dire che il mondo è cattivo.
Il mondo è pieno di pulcini smarriti e tante chiocce pronte ad accoglierli.
Fino ad ieri saresti morto di fame piuttosto che tirare il collo ad una gallina per
fartela arrosto, e il giorno dopo, per non morire di fame, domandi ad uno sconosciuto se
può aiutarti a caricare in grosso pacco sul furgone, o se, gentilmente, tindica una
tale via sulla mappa stradale che tieni in mano.
Quello vede in che condizioni sei messo. Quello si piega e ti dice: Che cè
dentro questo pacco, il cemento armato?. Abbassa lo sguardo e segue il dito che
ispeziona la mappa stradale, come se avesse un radar e non un indice, e ti risponde:
La strada dovrebbe essere proprio qui... no qui...
La tua mano destra, che impugna uno sfollagente, un colpo secco sulla nuca.
Secco e deciso.
Pochi minuti, e si ritrova nel tuo furgone, legato mani e piedi, con un calzino in bocca.
Oltre alla terapia tradizionale, il medico ha parlato di una nuova
tecnica. Lapparecchio invia impulsi elettrici su tutto il corpo. È un po come
un motore nuovo al posto del tuo che perde i colpi.
Loperazione richiede notevoli sforzi diagnostici, terapeutici, chirurgici. Un
adeguato management post operatorio.
Che poi vuol dire che per te è solo fantascienza spinta, perché non hai nemmeno i soldi
per permetterti il Rapinol granulato in soluzione orale, ora che non lavori più.
Adesso che la tua carriera è finita, il Pergolid in pasticche effervescenti è una cena
in un ristorante a cinque stelle.
Non cè modo di uscirne vivi. Hai ripensato a Radamatra.
Al fatto che diceva solo una serie di stronzate.
Comè che si fa a distinguere un vivo che fa la statua vivente da un morto che fa
finta dessere vivo?
A te è venuta una mezza idea.
Leggi lopuscolo dove le sagome umane azzurrine sono chiazzate di puntini rossi, foto
zumate delettrocateteri. Leggi e rileggi e impari roba sulla modulazione di
frequenza, sul bombardamento di bersagli elettrici.
Ringraziando lingegneria elettronica la tua vita può cambiare dal giorno alla
notte.
Una Statua non vivente, pensi, potrebbe essere la soluzione.
Vai in biblioteca e perdi ore su una montagna di libri danatomia. Vieni a sapere
cose come: Il viso umano è composto da tot muscoli
Pochi sanno che se applichi a contatto del muscolo corrugatore del sopracciglio un
elettrodo di un elettrostimolatore, quegli elettrostimolatori che ti promettono addominali
da tartaruga, e lo regoli su Forza Resistente 2, ottieni leffetto di
avere sul viso lespressione corrucciata. Certo questo non te lo vanno a scrivere su
un libro di anatomia.
Impari che il muscolo risorio è un muscolo triangolare. Se applichi al vertice del
muscolo risorio un eletttrodo di un elettrostimolatore, il muscolo si contrae. Se regoli
il livello dellelettrostimolatore su Forza Resistente 2, si forma un
sorriso.
Su Forza Resistente 3, un ghigno. Sul 4 è un film horror.
Con un livello 1 di Forza Resistente sul legamento palpebrale, indovinate cosa
succede? Un occhiolino. Se regoli al massimo il livello di Forza Esplosiva e
vedrai che 150 hertz fanno muovere la Statua come un burattino.
Gli elettrodi li nascondi sotto cute.
Le braccia sono coperte dalle maniche, e per i fili non ci sono problemi. Sotto il vestito
nascondi lelettrostimolatore.
Impari che ci sono tantissimi tipi delettrostimolatori. Quello che hai scelto tu, è
per super atleti oziosi. Il commesso del negozio in cui lho comprato, mi ha spiegato
che è un mini-computer che ti permette di personalizzare il programma dallenamento
come più ti piace, in mille elettrostimolanti combinazioni diverse. A te piace così: una
scarica di quattro impulsi ogni dieci minuti, risorio-corrugatore-palpebrale-estensore, in
sequenza di medio-veloce.
Impari che anche il fatto dessere cadaveri non rende gli uomini tutti uguali.
Il funzionamento del meccanismo non è che lhai imparato subito
al primo colpo.
Anzi, proprio il primo giorno che hai messo la tua statua allopera, hai rischiato il
disastro. Tutto era pronto. Fatto sta, la Statua ha iniziato ad avere una specie di crisi
epilettica. Movimenti convulsi e scomposti. Tu che dentro il furgone dove stavi nascosto,
sudavi freddo, e non potevo certo andare lì a dire: Scusatemi, disguido tecnico.
Scusatemi, adesso ricominciamo daccapo.
La Statua traballa, quasi cade. Per fortuna è fissata ad un perno metallico infilato su
per il culo. Ad unintelaiatura che la regge in piedi. A lacci e cinghie che la
legano allintelaiatura. La gente si ferma a guardare tra lo scioccato e
lallarmato. Dopo qualche minuto il movimento si arresta, il programma arriva alla
sua fine.
Il pubblico allora sorride, applaude. Ripensi a Radamatra. Vedere lo spettacolo da
spettatore è tutta unaltra cosa.
Le mamme si avvicinano al piattino con gli spicci tintinnanti. I bambini allungano le
manine per toccare. Chiedono: Come ti chiami? Oppure: Sarai qui anche
domani?
Il fatto che la statua non risponda non sembra una scortesia. Una statua vivente è anche
muta. Ma i bambini pendono dalle sue labbra. Tu non puoi dirgli quandè che una
Statua va sostituita. Non puoi dirgli che quando i tamponi che hai messo nelle orecchie
nel naso simpregnano di liquido scuro che comincia a colare. Quando gli occhi
sinfossano. Quando, prima che la puzza diventi quella che si sente passando vicino
ad un cassonetto stracolmo dimmondizia in unassolata giornata estiva, hai quel
vago sentore di morte.
La Statua, a cui hai ceduto il palcoscenico allora diventa una stella che tramonta.
Una primadonna da pensionare. Un pezzo di carne da far sparire in fretta.
I bambini tirano le vesti dorate, sono contenti. Cercano di accarezzarle le mani. Più o
meno credono di avere a che fare con una cosa fighissima.
Quei piccoli bastardi, un giorno o laltro te la scoprono la statua.
Buffo come a volte si possa invidiare un morto che fa quello che tu non puoi più fare.
Ma ora è venuto il momento di cercare qualcun altro da mettere al centro della scena.
Qualcuno pronto a dare una mano ad un povero vecchio malato in difficoltà.
Vedrai che prima o poi qualcuno lo trovi.
Radiodiable |