Un lavoretto facile facile

conto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2006 - edizione 5

“L’altalena fa su e giù e il bel bimbo non c’è più” Devo muovermi, dannazione, alzarmi. Ma perché resistere? Di me non rimane molto “Chi lo ha preso e incatenato il bel bimbo indemoniato” Non ho più una faccia, mi ha squarciato la bocca, strappato il naso, ma il dolore lacerante è in basso, sento le viscere uscirmi dal corpo “Forse un losco, forse tu o soltanto Belzebù”. Avevano detto che sarebbe stato semplice, come rubare le caramelle ad un bambino... “L’hanno cercato sopra e sotto e ritrovato dopo il botto” Bisognava solo dissotterrare la bara e prendere i regali che c’erano dentro. “Era allegro e sorridente come se non fosse niente” Dicevano che quel moccioso era stato ricoperto d’oro. Poi avremmo rimesso tutto a posto e nessuno si sarebbe accorto di nulla. Felici noi, felici loro. “Ora parla lingue strane e racconta cose arcane” Non posso lottare. Quanti morsi mi avrà dato? Era così bello e innocente nel suo minuto feretro. Ma è bastato il nostro odore, l’odore di carne umana, per risvegliarlo “La sua storia si fa dura e senti in te una gran paura” Sembrava davvero morto. Un piccolo bimbo morto. Oddio, è davanti a me.

“Perché lui sa il segreto che hai tenuto in te celato” Guardo le dita della mia mano ridotte a dei raccapriccianti moncherini. Deve averle addentate quando ho cercato di coprirmi il volto per non vederlo divorare gli altri. “Riconosci in lui il Signore della notte e del terrore” Eccolo. Mi ha lasciato per ultimo. Il suo odore nauseante riempie i miei polmoni. Mi sorride dolcemente mostrandomi i dentini che presto mi spolperanno. Ora so che loro hanno predisposto tutto. Saremmo stati il primo pasto dell’Idolo quando questo fosse risorto “L’altalena fa su e giù e tu, credimi, non ci sei più”.

Stefania Piu

Artista orafa, trentasette anni, madre di un bimbo di cinque, felicemente sposata con un uomo di quaranta e convivente con una cagnona di trentacinque chili e sette anni.