CONCORSO IN VERSI
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2006 - edizione 5)
ono ore
che cammino. Lispirazione arriva a ondate. Acquari senza confini, le città
dilatano gli sguardi, accolgono i flussi delle maree, illuminano di freddo neon i
movimenti sul fondo. Sì, mi pare che vada bene. E poi: Celate fosse abissali,
spaccature nero seppia, rivelano bagliori di fosforo, nascondono vibranti movimenti,
inquieti canti di sirene. Bellissima! Con questo avvio li stendo tutti. Comincia a
piovere. Cè un baracchino illuminato là in fondo. Mi è venuta fame con tutto
questo girovagare in tensione, con la mente in allerta. Gli ingranaggi vanno a mille,
trasformano fotogrammi banali in versi illuminati, ma occorre benzina. -Accidenti! E
un diluvio!- Luomo del chiosco non si accorge di me nel fragore dellacqua.
E girato di spalle, sta friggendo qualcosa di marcio, maleodorante. Non sente che
puzza? Ci sarà qualche salsiccia andata a male. Tornerei sui miei passi se non sentissi
il torrente entrarmi nelle scarpe. Pare che qualcosa sulla griglia abbia preso fuoco.
Luomo non ci bada, continua a trafficare come in trance, illuminato da un neon
freddo. -Ehi, faccia attenz...- E scattato come uno squalo e mi ha affondato i denti
aguzzi nella spalla! Puzza di nero, di fogna, di acqua malata! Il sangue inonda i
brandelli del giubbotto. La mia mente fa tilt. Il corto circuito è stato immediato. Solo
il corpo reagisce. Quando allenta la presa per mordere più su, strappo indietro quello
che rimane del braccio e corro, ma scivolo subito sulla strada inondata. Lasfalto mi
graffia il viso. Da terra sento i suoi passi. Il sangue screzia di rosso la pozza dove
morirò. Mille rivoli di corrente si dilatano in sinuose spirali. Riflessi di
specchio, guizzi di pesci dirottano il sole dei lampioni incantando sguardi bambini,
caduti in ricami di rete. Sì, è perfetta. Di sicuro vincerò.
Laura Vicenzi |