L'ULTIMO VOLO DELLA FENICE(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2006 - edizione 5)
A sette minuti dal lancio il razzo si affiancò con precisione al
portello d'attracco dell'antico satellite. Seguendo il programma i tre astronauti
azionarono il meccanismo di apertura manuale: il portello ruotò lentamente, lasciando
penetrare nel modulo di comando un piccolo turbine polveroso, segno inequivocabile della
presenza di un'atmosfera. Oltre la soglia, il tunnel d'accesso si perdeva nel buio.
Inquieto, l'equipaggio della Fenice attivò le torce elettriche per inoltrarsi nell'oscuro
dedalo dalle pareti coperte di una spessa muffa.
-Dilatazione termica... Non possono esserci superstiti!
Per la colonia di Sopramondo, patogeno virus geneticamente creato, quello era un gran giorno: l'antica profezia codificata nel loro RNA si era avverata! Si attivò listinto a infettare, a nutrirsi con le carni degli organismi ospiti, a riprodursi. L'arca predestinata li avrebbe trasportati giù, verso il reame da conquistare. E verso la vendetta.
La Fenice, programmata per un rientro automatico in caso di incidente all'equipaggio, concluse il suo ultimo volo con un atterraggio perfetto. |
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