GERMINALE PURPUREA
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2006 - edizione 5)
pollini
giravano nellaria della stazione asfissiando chi aveva lallergia. Io
camminavo, inconsapevole, e le raffiche di vento mi alzavano la gonna. I giorni passarono
e, improvvisamente, la pancia mi si cominciò a gonfiare. Lavoravo nel reparto di
ecografia dellospedale civile e, dopo i primi mesi senza mestruazioni, ho pensato di
farmi, di nascosto, una visitina. Mi passai dunque la crema trasparente sulla pancia e
mossi lapparecchio dallo stomaco alle ovaie. Sembrava tutto a posto finché non lo
notai: un piccolo ovale bruno con delle diramazioni. Poteva essere una ciste, o un
fibroma. Osservavo lo schermo con attenzione. Sembrava proprio un seme con il suo
germoglio. Non riuscii più a dormire e dopo un paio di settimane rifeci il tutto. La
crema fredda stavolta mi fece rabbrividire. Il seme era lì e il germoglio
singrandiva. Ripetei quei stessi gesti ogni quindici giorni per i seguenti mesi
finché lidea di avere una pianta che mi cresceva dentro arrivò ad essere quasi
normale. Non mi chiedevo cosa sarebbe successo. Non importava. Mi misi in aspettativa e
rimasi a casa; la piantina premeva sullo stomaco e sullintestino, indolenzendomi i
reni e la schiena. Era tempo di sgravarmi di lei. Arrivò il momento di darla alla luce.
Stesa sul divano sentii le prime contrazioni che riconobbi come doglie. Mi sistemai sul
tappeto e, alle prime ore dellalba, in unultima spinta, la piantina uscì. La
piantai immediatamente, innaffiandola con acqua e latte. Era ancora un po sgualcita,
ma ben presto sia io che lei recuperammo vigore. Cercai in internet a che specie
apparteneva. Una Nepenthes, per la precisione Miranda.
Naturalmente, carnivora. Ora, a soli due anni di distanza, è già più alta di me, e
intrappola mosche e millepiedi che languidamente muoiono risucchiate nel suo liquido
digestivo. Che è un po anche il mio.
Silvia Favaretto
Silvia
Favaretto ha ottenuto alcuni premi letterari a fine anni novanta (Avis La Torre, Inves,
Valle Senio) e ha partecipato ad alcuni festival di poesia internazionali come il festival
di Poesia di Medellín (Colombia) e quelli di Guatemala, El Salvador e Argentina. Ha
pubblicato il libro di poesie bilingue La carne del tiempo (Artificios, Bogotá, 2002) il
poemario La tetra santità e il variopinto orrore (Penna d'autore, Torino, 2003), con
Christian Panebianco e la favola La Farfalla Rossella (A.O. Santa Maria degli angeli,
Pordenone, 2003). Ha inoltre curato il volume Narrative femminili cubane tra mito e
realtà (Venezia, 2003). Sito personale: www.elativo.com/silviafavaretto.
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