DI NUOVO INSIEME MADRE

 

ono passati dieci anni da quel fatidico giorno e finalmente mamma possiamo rincontrarci nuovamente. In tutti questi anni ho sempre pensato a te, ai giorni felici che trascorrevamo insieme oppure quando gli altri bambini mi picchiavano e tu eri sempre lì a consolarmi e ad aiutarmi; poi quelle fiamme di gioia si sono spente in pochi attimi, quando quell'ubriaco alla guida della sua macchina, ti investì in quel freddo inverno. Al tuo funerale piansi tutte le lacrime che avevo e ogni giorno venivo a trovarti al cimitero. Ma stasera il dolore sparirà e potrò affondare il mio viso nei tuoi seni profumati. Il pentacolo è pronto ,i sali e i vari elementi sono disposti ordinatamente davanti a me e il libro è aperto tra le mie gambe. Tutto è ormai pronto: inizio a cantare quelle arcane litanie in latino e cospargo per terra le polveri e le ceneri. Il canto diventa un coro di morte e sangue, il pentacolo si illumina di una luce violacea, poi un lampo multicolore mi scaglia contro il muro dietro di me. Quando riapro gli occhi, una nebbia grigiastra invade la stanza, qualcuno si alza dal pentacolo disegnato sul pavimento: la parodia di un essere umano barcolla nel ombra, e punta il suo braccio putrescente e deforme verso di me, cercando di raggiungermi. Il rito è fallito. Ma questo mostro è comunque mia madre. Non importa se è così orribile e terrificante, la amo ed è parte di me. Cade per terra, ma continua ad avvicinarsi, trascinandosi, e portando con sè le sue luride budella. Le mie guance sono solcate da lacrime di gioia, apro le mie braccia e dalla mia bocca esce soltanto la parola: "... Mamma...". Dopo immani sforzi, mi raggiunge e mi abbraccia. Sento la sua viscida pelle toccare il mio volto e il suo lezzo avvolgermi. Poi la sua voce gutturale mi confida dolci parole nell'orecchio e il mio cuore straripa di felicità. "Di nuovo insieme madre..." dissi alta voce, mentre rompevo il silenzio. Insieme, come madre e figlio.

Alessio Persichetti