IL LAGO

(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2005 - edizione 4)

 

uel giorno per Steve divenne un vero incubo.
Era in barca su un piccolo lago a poche centinaia di chilometri dal suo paese per una gita ed ora si trovava a lottare con un mostro orribile.
Una ragazza con sembianze di zombi lo afferrò per un braccio per portarlo sul fondo.
Al contatto con quella creatura il ragazzo ebbe una visione, un flash back, quasi un contatto telepatico.
Il luogo sembrava essere lo stesso ma la scena sembrava di parecchi anni prima.
Una ragazza urlava mentre veniva legata a delle enormi pietre.
Dinnanzi ad essa un sacerdote pronunciava delle parole in lingua antica, forse aramaico.
Le donne e gli uomini attorno a lui pregavano e guardavano terrorizzati la scena. Le urla della ragazza erano strazianti, poco lì vicino alcuni giovani la schernivano e pronunciavano parole di odio nei suoi confronti e la ragazza disperata giurava vendetta mentre veniva gettata viva nel lago.
Le acque si agitarono, il cielo venne illuminato a giorno da lampi spaventosi.
Una scena orribile, raccapricciante, forse l’esecuzione della sentenza di un processo inquisitorio contro una strega attorno al 1400.
Una volta assistito con la mente a questa visione orribile, Steve si abbandonò alla creatura che in un attimo portò sul fondo lui e l’imbarcazione.
Quello che aveva visto era orribile, aveva fatto i conti con la propria coscienza e sentiva di dover rendere qualcosa a quella giovane che, dopo essere stata gettata in quella distesa d’acqua centinaia di anni prima, non riusciva a darsi pace.
Steve si era visto in quel gruppo di ragazzi che inveiva contro la ragazza, che la scherniva, che la privava di ogni dignità.
Grazie a quella visione capì, troppo tardi, che non era capitato in quel posto per caso.

Fabrizio Giansante