L'INFEZIONE(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2005 - edizione 4)
Prima di cena ho guardato dalla finestra. Il signor Lunz stava uscendo.
Attraversava il viale con passo incerto e rigido, tenendo il capo inclinato a destra e le
braccia penzolanti lungo il corpo. Sembrava un ubriaco, ma non faceva ridere. Per nulla.
Sembra che la ferita sia peggiorata. Il contorno è diventato scuro ed emana un odore disgustoso, come di carne putrefatta. Sto pensando di telefonare al medico. Oltretutto, inizio a non sentirmi bene. Sono stanchissimo, non ho fame. La fronte è ghiacciata. Mi sono piazzato davanti allo specchio e ho visto un cadavere.
Sì, andrò dal medico, ma non ora. Sto troppo male per guidare, ho
solo voglia di sdraiarmi sul divano e chiudere gli occhi; credo di avere la febbre. Nelle
orecchie rimbomba una frase: non voglio diventare uno di loro. Chissà cosa significa,
comunque non mi interessa. |
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