Ombre

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2005 - edizione 4

Nemmeno la voce del vento si udiva. Non un respiro, solo la collina immobile nella notte. Eppure mille ombre vi giacevano e quel silenzio, per ognuna, era diverso. Vi erano ombre unite, che si fondevano l’una nell’altra. Ombre in pace, incantate dall’infinito. Ombre sole, di una solitudine che la notte amplificava.
Uno strano vento scivolò fuori dal vecchio cancello del cimitero abbandonato oltre la collina, sibilando dai cardini arrugginiti. Un’ombra sola si alzò e per un attimo rimase immobile, lasciandosi lambire dal vento che la invitava. Tese una mano verso l’esterno come per stringerne un’altra che non c’era, e cominciò a camminare. Le altre ombre seguivano stregate quei passi lievi, piano, verso il nulla... perché presto non vi fu più alcun suolo a sostenere i piedi dell’ombra che avanzava, e questa per un istante divenne parte delle stelle. Poi scomparve, e nessuno la vide più.
Poco a poco le altre ombre, in una luttuosa processione, lasciarono la collina. Tutte tranne una, la più fragile, ancora tremante di fronte al salto nel nulla di quell’anima a lei gemella. D’un tratto avvertì una presenza accanto a sé.

Un’immane tristezza le invase il cuore e oltrepassò i limiti del suo corpo, divenendo insopportabile. C’era qualcuno accanto a lei, un’ombra vera e propria, senza forma né espressione... Avrebbe giurato fosse giunta, con un sibilo, dal vecchio cimitero oltre la collina... Allungò la sua mano verso il nulla che la richiamava, ma un’ultima fiaccola di luce in lei le diede la forza per riprendersela e scappare lontano.
Silenzio gioia per chi è sereno, angoscia mortale per chi teme se stesso.
Troppa l’immensità di quegli spazi. E troppa vita in ogni forma che non si poteva cancellare né rifiutare, sebbene la magia sia per gli uomini un concetto fantastico, che spesso rifiutano di concepire.

Anna Bimbatti

Sono nata a Castelmassa (RO) il 30/11/1977. Sono laureata alla Scuola Superiore in Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Forlì, Università di Bologna, con una tesi in traduzione letteraria, traducendo dallo spagnolo all’italiano il primo romanzo dello scrittore madrileno Ray Loriga, “Lo peor de todo”. Da sempre amo la letteratura in ogni sua forma, per questo scrivo, soprattutto poesie e racconti brevi. Ho pubblicato una mia poesia nel volume “Verrà il mattino e avrà un tuo verso, vol.II”, pubblicato da Aletti Editore; inoltre un mio racconto è stato pubblicato e premiato dal quotidiano “Il Resto del Carlino”, nell’ambito del concorso letterario “Una giornata particolare”. Amo la possibilità di poter sperimentare diverse forme di letteratura e di mettersi alla prova in nuovi orizzonti, anche mai concepiti in precedenza.