UNA TRAGICA NOTTE(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2005 - edizione 4)
Non cè più posto allInferno e i morti camminano
sulla terra. Diceva il tizio intervistato alla televisione. E colpa
dellacqua. Vi ripeto non bevete più acqua. Questo accadeva su una delle
emittenti nazionali dove sommi esperti si erano riuniti in una tavola rotonda. Il
mediatore, un tipo tarchiato, grosso e con un paio di baffi, diede la parola ad un altro
di loro. E gente in preda alla follia. Il responsabile è sicuramente un
virus. Poi il segnale venne interrotto. Ora accadeva più frequentemente. Era il
momento del bollettino: Dirigetevi ai centri di raccolta!. Le ubicazioni dei
centri comparivano in sopraimpressione scritti in bianco su un serpentone rosso.
E severamente vietato portare persone malate e anziane. Il concetto
veniva ribadito più volte. George distolse gli occhi dallo schermo e li rivolse a sua
madre immobilizzata e costretta su di una sedia a rotelle dopo lictus. Non
preoccuparti. Non ti abbandono qui. Le disse amorevolmente ricevendo da lei il
solito sguardo vitreo. |
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