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GLI SPETTRI A TRE QUARTI

 

empo fa avevo un giovane zio il quale sapeva bene che io avevo paura degli spettri, così quando si presentava l'occasione lui raccontava qualche avvenimento soprannaturale.
“Ho incontrato un uomo l'altro giorno che mi ha parlato di una sala da ballo infestata dagli spiriti. E' una grande casa in campagna“ disse rivolgendosi a un altro zio.
“Molto strano davvero. Infestata da ballerini fantasmi, tutti con la faccia bianca e lo sguardo fisso che girano e girano sul pavimento a mezzanotte. Nessuno sa perchè. La cosa peggiore è che gli spettri sono solamente a tre quarti. E' come se ogni spettro stesse ballando sulle proprie ginocchia...”
Io non ne potevo più di ascoltare questi discorsi.
“La spiegazione è questa,” continuò lo zio. “Nel passato, ai tempi della Regina Vittoria è stato costruito un pavimento nuovo, più in alto rispetto a quello vecchio. Sfortunatamente gli spettri sono legati al vecchio pavimento così essi ballano ancora, con i loro piedi spettrali, sul sottostante pavimento.”
A questo punto si fermò per dare un'occhiata all'altro zio, poi riprese:
“Dicono che un vagabondo riuscì a introdursi dentro alla casa e trascorse un notte nello spazio compreso fra i due pavimenti. Al mattino venne ritrovato piuttosto malconcio, poichè gli spettri gli avevano ballato sopra per tutta la notte”
“Ma davvero!” disse l'altro zio e strizzò un occhio per farmi capire che non dovevo credere neanche a una parola.

Dorothy Edwards

 

Racconto raro dell'orrore scelto e tradotto da Sergio Bissoli.