L'ORA DELLA SEPOLTURA

 

l cimitero è in alto, in cima alla collina. Se non ci siete mai stati non credo abbiate idea di che fatica sia trascinare un cadavere su per quella stradina tortuosa e ripidissima. Ed è già la sesta volta che mi tocca questa settimana (senza parlare dei cinque casi di quella precedente. Sono almeno quindici giorni che mi toccano degli straordinari massacranti).
Il tizio in questione è un altro John Smith del cavolo, non posso ricordarmi i nomi di tutti è ovvio, mi pagano per seppellirli e lo faccio, punto e stop. Vorrei sottolineare il fatto che mi pagano sì per seppellirli, ma solo per la prima volta! Il resto del lavoro lo faccio per la Gloria. Non proprio in effetti, la paga è buona e non mi posso lamentare, ma se nel cuore della notte ti chiamasse il capo della polizia sbraitando a destra e a manca minacciando licenziamenti e fustigazione pubblica (si fa per dire) perché crede che la colpa sia tua, allora vai a riprendertelo, e di corsa.
Già, perché quando meno te lo aspetti te li trovi ( i morti intendo... i morti e sepolti per la precisione) che si aggirano per le viuzze del paese così, con non curanza e allora mi tocca prenderli e seppellirli di nuovo. Si risvegliassero almeno durante l’orario di lavoro, macchè! Nel cuore della notte e durante le feste, lo fanno apposta!
Fosse almeno facile riportarli indietro, insomma, arrivati a quel punto sono poco più intelligenti e robusti di un bambino, si fa più fatica a rubare una gallina. Ma non è così semplice, proprio no.
Questo l’ho trovato che stava spaventando i bambini al parco, e ci credo bene povere creature. Non te la daresti a gambe anche a tu se ti si presentasse davanti un uomo che puzza di marcio, sporco di terra -e di chissà quali altre porcherie-, pieno di vermi dalla testa ai piedi? Bhe, io ci ho fatto l’abitudine ormai però un po' di schifo se devo toccarli ce l'ho eccome. Capiscimi, non è per mancare di rispetto, ma all’inizio te li danno già nella bara, vestiti pomposamente, profumano perfino di rose, solo che dopo un paio di giorni iniziano a putrefarsi. Naturale, si chiama catena alimentare, o qualcosa di simile mi pare.
Il bello però è che quando provi a parlargli, a convincerli che non è un comportamento corretto quello che hanno, allora iniziano con discorsi del tipo: “Io sono già morto cosa vuoi che mi freghi?” oppure con il classico “Ho un paio di conti da sistemare, ripassa più tardi”.
Mi fanno irritare. Terribilmente. Gli va in pappa pure il cervello.
Insomma il vostro tempo lo avete avuto no? E allora rassegnatevi! E poi è il mio lavoro, se non ve ne state tranquilli sotto terra mica mi pagano a fine mese!
Il problema è che se gli fai un discorso del genere poi ancora si incazzano e hanno tutte le ragioni del mondo.
(Dell’altro mondo ah ah)
Non li sopporto.
Questo l’ho dovuto fermare con una badilata sulla testa, gli sono schizzati gli occhi dalle orbite, letteralmente. Non è -troppo- doloroso fidatevi (tanto a cosa gli servono gli occhi sotto due metri e mezzo di ottimo terreno concimato? E poi non credo possano sentire il dolore, non sono mica vivi) ma almeno così se ne starà tranquillo per quel paio d’ore in cui posso riportarlo a casa senza tanti atti d’isterismo da principessina sul pisello. Sperando che non scappi di nuovo e che nessuno vada a raccontarlo alla vedova, poveretta gli verrebbe il crepacuore.
Come ti dicevo, il lavoro non è male dopotutto, escludendo il tran tran di questi ultimi giorni, il fatto è che la gente mi guarda schifata ogni volta che sfilo per le strade trascinando un cadavere che urla, si dimena o piagnucola. Soprattutto chi conosce il defunto. Non capiscono che lo faccio solo per loro, di certo non per me. Io coi morti ci vivo tutto il giorno dopotutto. Al bar mi sfottono chiamandomi “l’ accalappiamorti”, non è molto divertente lo capirai anche tu spero. Vorrei vedere loro al mio posto.
Ma la cosa che mi da veramente fastidio è proprio la strada che mi tocca fare. Non prendere male il mio gioco di parole, ma sono proprio dei pesi morti ‘sti cadaveri e non ho nemmeno qualcuno che mi aiuti...
Per fortuna sta arrivando l’inverno. Gli sarà più difficile scavare e uscire dalla terra gelata.
Avevo sempre pensato che quello del becchino fosse un lavoro tranquillo, quasi riposante, adatto ad un uomo di mezza età come me, ma mi sa che schiatterò pure io se continuo con delle sfacchinate del genere.
Sarebbe proprio da ridere.
Te lo immagini?

Stefano Pradel