E ADESSO SE TI PARE
"E' un caso molto strano", mormorava il commissario Righetti.
"Mai vista una cosa simile. Sembra quasi che l'assassino abbia voluto rendere un
omaggio al morto. Prima lo uccide e poi ne compone il cadavere. Per ultimo, quasi a voler
sfottere, gli mette in mano la coroncina del rosario". Intanto gli uomini della
scientifica ultimavano gli ultimi rilievi. Un colpo di coltello dritto al cuore aveva
steso un uomo nel pieno del fulgore della giovinezza. Righetti si avvicinò al cadavare.
Evidentemente il morto conosceva il suo carnefice. Nel Parco dei Tigli, nonostante fossero
le tre di un pomeriggio di fine settembre, tutto era silenzio. Solo il rumore dei
poliziotti, del carro funebre e del richiamo dei merli spezzavano, a tratti,
quell'atmosfera greve che in genere caratterizza la morte.
Rosa aveva un amante, un tizio sui trent'anni, sconosciuto ai più, che
si spacciava per un viaggiatore di commercio. I due, piuttosto tra loro assidui,
s'incontravano allo "Sparviero Bianco", un hotel a circa un chilometro dal
raccordo. E tra i più informati del "Luna Rossa" si mormorava di una prossima
fuga dei due colombi. Di Conseguenza Martino, oltre ad essere svampito, era anche becco.
L'ora del tramonto lo sorprese sulla collina del Parco dei Tigli. Dipingeva ancora. Sulla tela lo lo schizzo della pianura con il convento di Sant'Onofrio immerso nel più profondo blu erano la prova più evidente di quanto Martino fosse precipitato nel baratro più oscuro della sua misteriosa follia.
Una monomania che nel momento creativo conduceva quel povero
disgraziato verso visioni assurde e spaventose. Con il calare delle prime ombre della sera
Martino era ancora lì. Il suo pennello andava su e giù lungo la tela da cui un volto
bianco, piangente, sostenuto verso l'alto da una improbabile macchia rossa, sembrava come
voler librarsi in volo distaccandosi da quel mare di blu. Martino osservò soddisfatto il
suo lavoro. Sentiva appetito. Decise di rientrare.
"E' per te cara!" E Martino, con fare galante, offrì a Rosa
la sua ultima creazione. La donna prese la tela. La osservò con un certo disgusto. Poi,
quasi con fare distratto, la allontanò da sé.
"Disgraziato!" Si mise ad urlare " Tu sapevi! hai sempre
saputo, disgraziato! E' vero?"
"Sei una carogna! Ma quanti anni sono che fingi?"
Il commissario Righetti, intanto, brancolava nel buio. Al centro commerciale della zona ovest nessuno si ricordava di quell'uomo e quella fotografia risultò essere un riuscito fotomontaggio. |
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