IL DIAVOLO IN CARROZZA
i trovavo
lungo una strada di campagna buia e desolata. Continuavo a chiedere, desiderare, aspirare
a cose che il buon Dio non mi dava. Lui non mi sentiva. La vita è come una palla di
vetro al cui interno vedi il mondo, solo che questo mondo non lo puoi toccare. Che atroce
sofferenza. Dimprovviso una voce cupa spezzò i miei pensieri: In una
notte come questa solo Dio sa cosa scorre nei fiumi della mente. Dio sì, proprio lui,
Colui che mi ha messo al mondo e che ha messo al mondo tutti voi. Queste parole
riecheggiarono nella mia mente per qualche minuto. Dove sei?! dissi piano e
poi più forte dove sei?!.
Vedi Philippe... sono qui!.
Dove sei?! Io non vedo assolutamente nessuno!.
Oh caro... perché non vuoi vedere. Guarda meglio.... Levai lo sguardo verso
la fine della strada. Era sempre più buio, la nebbia crebbe fulmineamente. Di colpo si
accese un lampioncino posto alla mia destra. Distava soltanto qualche decina di metri.
Corsi subito alla luce. Dimprovviso vidi arrivare una carrozza. Un colpo di frusta.
I quattro cavalli neri si fermarono. Scese un ombra.
Chi è lei? Si avvicini alla luce. Vidi un uomo che indossava un lungo
cappotto di fustagno, sguardo affascinate, lunghi capelli neri portati allindietro,
barbetta di qualche giorno.
Chi sei?.
Mi crederesti mai un padrone delluniverso? Non penseresti che innanzi a te vi
sia una sorta di onnipotente... vero? Sottovalutato fin dal giorno della nascita, questo
è il mio momento. Di certo non si può negare che io almeno mi mostro a te. Quindi non
pensare troppo e dimmi ciò che vuoi.
Io non so chi lei sia ma una cosa è certa: io voglio tutto.
... bé lo so, chi non vorrebbe tutto. Affidati al tuo Dio. Che problema cè?
Vuoi saperlo? Lui se ne sta lì come un burattinaio a tirare fili ed a sbellicarsi dalle
risate... ma non vuole il tuo bene. Solo uno spirito materiale, scusa il gioco di parole,
come me può capirti dal profondo dellanima.
Da quella sera la mia vita cambiò, sì ragazzi cambio alla grande, in meglio. Il lavoro
mi dava soddisfazioni, il portafogli si andava via, via a gonfiare e le donne non sapevano
resistermi. Passò un anno e mi dimenticai della promessa fatta alluomo col cappotto
di fustagno. Lo champagne scorreva a fiumi nelle notti di lussuria e dallegria. Dopo
qualche stagione mio fratello si ammalò ed un cancro lo portò via, dopo unaltra
Pasqua i miei genitori morirono in uninspiegabile incidente e dopo lultimo
Natale mia moglie scese in cantina e si sparò un colpo dritto in faccia: bang!
Per il soldi, potere e lussuria avevo firmato un patto col sangue, stavo decimando la mia
famiglia. Da un patto col sangue si esce soltanto col sangue. Decisi si farla finita,
ormai ero spacciato: di lì a poco avrebbe preso anche me.
Un bel mattino dorato mi trovarono in giardino appeso ad un albero. Dondolavo in qua e in
là. A terra una lettera scritta in una lingua antica. In calce una firma stesa col
sangue.
Tutte le sere, come tutti i giorni, me ne sto qui, chiuso nella mia stanza imbottita di
bianco, al piano di sotto, nelle stanze dei dannati. A volte guardo dalloblò e
scorgo un corridoio lungo, stretto, in salita dove ad attendermi alla sommità vè
Dio in cattedra. Ora, per sempre.
Jonathan Muzzarelli
Jonathan Muzzarelli è nato a Bologna nel 1985. Iscritto alla facoltà di
Giurisprudenza, non ha mai pubblicato nulla ma il genere fantasy e horror lo appassiona
fin dagli albori vitali.
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